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Cava a Caravaggio: il Tar riaccende la paura

I Comuni della Provincia di Bergamo e Cremona si sono incontrati per discutere la questione: la Regione, intanto, ha già presentato un ricorso al Consiglio di Stato

Cava a Caravaggio: il Tar riaccende la paura
Politica 13 Ottobre 2017 ore 23:19

Cava di estrazione a Caravaggio: una sentenza del Tar riaccende la preoccupazione per il territorio, piena mobilitazione per Comuni e Regione.

Il vecchio Piano cave

Facciamo un passo indietro. Nel 2012 il Tar aveva annullato il Piano cave della Provincia di Bergamo, adottato nel 2004 dal Consiglio provinciale e approvato dal Consiglio regionale nel 2008. In seguito a quella sentenza venne approvato un nuovo Piano cave che escludeva il fondo della società "Caravaggio Verde" dagli ambiti estrattivi.

La sentenza di aprile

Da quel momento il territorio  - che si era mobilitato in massa per difendere la campagna - aveva tirato un sospiro di sollievo. Fino all'aprile scorso quando un'altra sentenza del Tar, su ricorso della stessa società caravaggina, ha dichiarato illegittima la deliberazione con cui il Consiglio regionale aveva approvato il nuovo Piano cave. Questo perché era stata preceduta solamente dal parere del presidente della Provincia anziché dall'adozione da parte del Consiglio della Provincia. Un'illegittimità che si riflette quindi sulle due successive deliberazioni.

Anche Regione e Comune fanno ricorso

A luglio Regione Lombardia ha presentato, a sua volta, un ricorso in appello per l'annullamento della sentenza di aprile, sostenendo che l’operato dei Commissari, incaricati dal Tar, che hanno condotto l’istruttoria deve essere sottoposto alla sola approvazione del Consiglio Regionale.
"La città di Caravaggio, direttamente interessata dalla presenza dell’Ambito territoriale estrattivo nell’estremo sud-est del proprio territorio, si è fatta promotrice di un’azione comune a sostegno della Regione nel ricorso in appello - hanno spiegato gli assessori Federica Banfi (Ambiente) e Pierluigi Lanzeni (Lavori Pubblici) in difesa di una zona di particolare pregio dal punto di vista agricolo, paesaggistico e idrologico, tenendo presente le ricadute devastanti che avrebbero la presenza di una cava sull’ambiente e in particolare sul reticolo idrico e i fontanili, così come sulle attività agricole".

Due incontri con i Comuni

A questo proposito si sono già svolti due incontri: il primo a Caravaggio e il secondo, proprio qualche giorno fa, a Capralba. "Al momento i Comuni interessati sono una dozzina e interessano la Provincia di Bergamo e di Cremona - hanno proseguito gli assessori - ma si conta al prossimo incontro di fine mese di coinvolgerne altri in difesa del territorio comune. Nel frattempo Caravaggio, in occasione della revisione del Piano Territoriale di Coordinamento
Provinciale (PTCP), si era già mossa a giugno segnalando in Provincia la necessità di porre estrema attenzione alle aree agricole poste a sud del nostro territorio in una prospettiva di valorizzazione del nostro paesaggio agricolo, ricco di fontanili e risorgive, rivendicando quindi la vocazione agricola dell’ambito estrattivo.

Il Consorzio di Bonifica

Contemporaneamente al Consorzio di Bonifica, come osservazione al Piano Comprensoriale di Bonifica, di Irrigazione e di Tutela del Territorio rurale, è stata chiesta una presa di posizione decisa a tutela del sistema idrico a rischio di compromissione nel caso di realizzazione della cava.

No Gasaran si mobilita

Anche il comitato sergnanese "No Gasaran" e il gruppo consiliare "Movimento 3.0" sono scesi in campo per chiedere la massima attenzione. "L'obiettivo di questa cava, come sempre dichiarato, era quello di fornire inerte per la costruzione dell'autostrada BreBeMI - hanno fatto sapere in una nota - Con l'autostrada conclusa e attiva, l'obiettivo diventerà solamente speculativo, finalizzato a cavare inerti per un settore edile altamente in crisi.  Questa cava mette a repentaglio l'intero e importantissimo territorio caratterizzato dai fontanili, quindi un ecosistema delicatissimo da preservare. L'ecosistema dei fontanili è a rischio. Per questo chiediamo immediatamente a tutti i cittadini, ai movimenti, alle forze politiche, di mobilitarsi contro questo ennesimo progetto scellerato nel nome del profitto".