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Parco Adda Nord, nell’inchiesta regionale compare il nome di Purcaro

Promozioni e incarichi fantasiosi. Sotto la lente il Parco Adda Nord, per il quale lavorava come consulente anche l'ex segretario comunale di Treviglio

Parco Adda Nord, nell’inchiesta regionale compare il nome di Purcaro
Politica 20 Luglio 2017 ore 21:46

Promozioni e incarichi, la Regione sospetta una «cricca» nel Parco Adda Nord. E nel faldone dell’inchiesta interna spunta anche il nome dell’ex segretario comunale di Treviglio Antonio Purcaro, all’epoca anche consulente del Parco che ha sede a Trezzo. Lui: “Ho scritto all’Anticorruzione, valuteranno loro”.

La Commissione d’inchiesta

E’ una rete di incarichi, potere e conoscenze non proprio trasparentissima, quella che trapela dalle prime indiscrezioni sull’indagine che gli ispettori della Regione hanno svolto da ottobre a fine giugno al Parco Adda Nord. Il dossier, stilato da una commissione d’inchiesta istituita dalla stessa Regione e coordinata da Maria Pia Redaelli, responsabile della Trasparenza, vede la presenza anche di due membri dell’agenzia regionale dell’Anticorruzione (Arac), Giovanni Ceribelli e Sergio Arcuri. I risultati sarebbero già stati inviati in Procura, alla Corte dei Conti e pure agli organi di controllo dell’Unione europea.

L’assunzione dell’architetto

Al centro ci sarebbe Giuseppe Luigi Minei, in carica a Villa Gina, sede del Parco Adda Nord dal febbraio 2013, dove ha svolto l’incarico di direttore. Secondo le carte dell’inchiesta, Minei  avrebbe assunto nel dicembre 2014 all’Ufficio urbanistica del Parco l’architetto Francesca Moroni, quando secondo chi indaga non avrebbe potuto farlo. Minei, infatti, che in passato lavorava nel Comune di Truccazzano, era collega di Moroni. Per cui nella commissione d’esame che avrebbe dovuto decidere a chi assegnare l’incarico non doveva sedersi nessuno con rapporti passati e presenti con i partecipanti al concorso. E qui arriva Purcaro.

Cosa c’entra Purcaro

Consulente del parco, avrebbe avuto un ruolo nell’assunzione della Moroni, assunta tramite mobilità “pescandola” dalla graduatoria per un posto in categoria D3 proprio del Comune di Treviglio, dove era precedentemente arrivata seconda. Non solo: la stessa consulenza per il Parco di Purcaro sarebbe stata ai limiti della legittimità, se non oltre. Nell’affidamento dell’incarico si parlava infatti di attività di “formazione”, mentre secondo la commissione d’inchiesta il segretario svolgeva in effetti vera e propria attività di consulenza. Condizione che potrebbe presentare “profili di incompatibilità” per il doppio ruolo rivestito.

“Il compenso sia versato alle casse di Treviglio”

“Poiché il dottor Purcaro non ha chiesto al proprio ente l’autorizzazione a svolgere attività presso un altro ente – si legge nella relazione – l’emolumento corrisposto e da corrispondere a Purcaro va riversato nelle casse del Comune”. Si tratta di seimila euro all’anno, secondo il disciplinare firmato a marzo 2015. Anche nel caso di un secondo incarico, cui è seguita la rinuncia alla retribuzione, ci sarebbero dubbi legali: “Andava comunque autorizzato, e anche l’incarico gratuito va comunicato”.
“Sulla vicenda ho mandato una relazione all’Agenzia regionale anti corruzione, non ho niente da dire: saranno loro a valutare cosa sia successo” ha commentato ieri Purcaro.

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