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Giorni della Merla: ma perché si chiamano così?

Il clima degli ultimi tre giorni di Gennaio, secondo la tradizione popolare, aiuterebbe a prevedere l'arrivo (o il ritardo) della primavera.

Giorni della Merla: ma perché si chiamano così?
29 Gennaio 2020 ore 10:43

Secondo un’antica tradizione il 29, 30 e 31 gennaio ricorrono i Giorni della Merla, ossia – almeno nell’immaginario collettivo – i giorni più freddi dell’anno. Sebbene non ci sia una base scientifica a sostegno di questa tradizione i Giorni della Merla vengono ancora legati in modo folkloristico alla previsione della futura primavera. Ma perché si chiamano così?

I Giorni della Merla

Esistono diverse leggende legate ai Giorni della Merla che in alcune zone della Lombardia, come nel lodigiano e nel cremonese viene ancora festeggiata con canti, balli e manifestazioni.

La leggenda più nota narra di una merla e dei suoi pulcini, in origine neri come i maschi della stessa specie, per ripararsi dal gran freddo si rifugiarono dentro un comignolo. Vi restarono per tre giorni, identificati appunto come i più freddi dell’anno ed emersero solo il 1 febbraio, tutti grigi a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli femmina e i piccoli furono grigi. La leggenda, infatti, vuole giustificare in maniera favolistica il forte dimorfismo sessuale che si osserva nella livrea del merlo (turdus merula), che è bruna/grigia (becco incluso) nelle femmine, mentre è nera brillante (con becco giallo-arancione) nel maschio.

La leggenda del perfido Gennaio

Esiste anche un’altra versione della storia, che introduce la figura di “Gennaio”. Secondo questa leggenda la merla era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese che allora aveva solo ventotto giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era ingrigito a e così essa rimase per sempre con le piume grigie.

Il legame con la primavera

Secondo la tradizione, inoltre, il clima registrato nei Giorni della Merla darebbe un’indicazione su cosa aspettarsi per la primavera. Se i Giorni della Merla sono freddi la primavera sarà bella, in caso contrario la primavera arriverà in ritardo. 

Quest’anno i Giorni della Merla si presentano non particolarmente rigidi con temperature che raggiungeranno massime tra i 10 e i 14 gradi e possibili gelate solo nelle ore notturne in pianura.

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