Economia

Là dove c'era l'erba ora c'è... una logistica FOTO

Calcio nel 2016 è stato il paese più "cementificato" d'Italia. Ecco com'è cambiata la pianura in "soli" 63 anni

Là dove c'era l'erba ora c'è... una logistica FOTO
Economia Romanese, 26 Settembre 2017 ore 20:02

Tra il 2015 e il 2016 nella Bassa sono stati consumati 72 ettari di suolo. Praticamente: 82 metri quadrati ogni ora. L'equivalente, più o meno, di un campo da calcio ogni tre giorni.

Effetto Brebemi e Italtrans: Calcio maglia nera d'Italia

E' l'effetto Brebemi, certo. Ma non solo: una buona parte della cementificazione della campagna è dovuta al mega polo logistico di Italtrans a Calcio. Il bestione di cemento realizzato l'anno scorso  ha fatto infatti schizzare il paese dei muri al primo posto a livello nazionale per crescita di consumo di suolo rispetto al territorio.  Il dato emerge dall'annuale rapporto dell'Ispra, pubblicato recentemente.

Paese "cresciuto" del 9 percento

In termini di incremento percentuale, la maggiore crescita delle superfici artificiali è avvenuta a Calcio (+9,5%), Oschiri (Olbia-Tempio, 7,4%), Altivole (Treviso, 6,9%). "I cambiamenti sono dovuti a diverse cause, spesso presenti all’interno dello stesso Comune, tra cui si segnalano  alcune casistiche più frequenti riscontrate negli ultimi mesi analizzati: infrastrutture (in particolare nel Nord), edificazioni e cantieri (in particolare aree del commercio), edificazione dispersa, densificazione urbana, serre permanenti (in particolare nel Sud), campi fotovoltaici (complessivamente in misura minore rispetto agli anni precedenti)" spiega l'Ispra.

Ma a Calcio, in particolare, l'ampliamento porta il nome della logistica sorta a nord del centro. Che se da un lato ha "coperto" di tasse le casse comunali, dall'altro ha sollevato nel corso dei mesi scorsi polemiche a non finire.

La mappa

Ma come va altrove? Nell'infografica qui sotto trovate i dati relativi a ciascun paese: di quanti metri quadrati si è ridotta la campagna in ciascun paese, in ogni ora, tra il 2015 e il 2016?

La Bassa nel 1954

Insomma: i tempi della Bassa "veramente" agricola - povera ma verde - sono lontani.  Anche le due immagini che seguono, tratte  dal Geoportale lombardo, raccontano di una crescita decisamente impressionante. Non è una novità, certo. Ma a confrontare le due mappe, separate da 63 anni di cementificazione più o meno selvaggia, lascia a bocca aperta.

Nel 1954,  buona parte dei nostri Comuni era letteralmente annegato in un mare di campi. In verde, sono segnati i filari di alberi, corrispondenti il più delle volte alle "rive" del reticolo idrico minore.

La Bassa nel 2015

Ecco invece la stessa elaborazione ripresa nel 2015. Con Treviglio e Caravaggio arrivati quasi a toccarsi, separati dal lungo cordone rosso dell'autostrada Brebemi. A est del Serio, invece, la lunga sfilza formata da Romano, Covo e Fara Olivana, Antegnate e Fontanella.

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