Non si vola più

Orio al Serio, la Cgil: “Necessari provvedimenti per salvaguardare il sistema aeroportuale”

Voli cancellati e zona rossa, i sindacati sul futuro dello scalo orobico dopo che già a fine settembre avevano denunciato una “situazione senza precedenti” .

Orio al Serio, la Cgil: “Necessari provvedimenti per salvaguardare il sistema aeroportuale”
Economia Bergamo e hinterland, 23 Novembre 2020 ore 10:56

Tra cancellazione di voli e nuova zona rossa, la CGIL di Bergamo torna sulla questione dell’aeroporto di Orio al Serio, dopo che già a fine settembre aveva denunciato una “situazione senza precedenti” e l’urgenza di sostenere un settore che, altrimenti, in pochi mesi sarebbe “morto”.

Salvare il sistema aeroportuale

“Di fronte alla prolungata emergenza pandemica, chiediamo che si aggiungano risorse a quelle già stanziate per la salvaguardia del sistema aeroportuale di Orio (e non solo) – ha detto Gianni Peracchi, segretario generale della CGIL di Bergamo – Avevamo già anticipato tale sollecitazione, condividendola unitariamente, in un confronto con la presidenza e la direzione dell’aeroporto orobico svoltosi lo scorso mese di ottobre. Non crediamo però si possano inserire nel pacchetto Ristori – destinato a tipologie di aziende o esercizi ben diverse – dove è previsto un tetto massimo di 150mila euro di contributi che, a ben vedere, poco inciderebbero nelle economie dell’aeroporto. Piuttosto si lavori (e pare sia in cantiere qualche progetto in tal senso) a provvedimenti mirati e specifici per l’insieme del sistema aeroportuale, considerando che Bergamo è una delle realtà cresciute maggiormente in questo ambito”.

Una crisi senza precedenti

“Nel comparto aeroportuale mai è avvenuta una crisi di queste proporzioni – torna a dire Marco Sala, segretario generale FILT-CGIL di Bergamo – Non bastano gli aiuti per tenere in piedi la compagnia di bandiera, qui è tutto il resto del settore a franare. Per questo motivo servono con urgenza interventi strutturali. Se le aziende sono sull’orlo del fallimento, ai lavoratori è chiesto già ora un sacrificio grande: collocati in Cassa integrazione, vengono richiamati sul posto di lavoro da un giorno all’altro, per una o due ore, a seconda dell’operatività di voli spesso cancellati all’ultimo momento. L’impressione è che tutti siano sulla stessa barca, aziende e lavoratori: una barca che sta affondando”.

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