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Economia

Cassa integrazione, a Bergamo mancano ancora 7 milioni

A sollevare la forte preoccupazione per il mancato pagamento della cassa integrazione per 8mila lavoratori bergamaschi è la Cisl Bergamo.

Cassa integrazione, a Bergamo mancano ancora 7 milioni
Economia Bergamo e hinterland, 29 Settembre 2020 ore 17:45

Cassa integrazione, a Bergamo mancano ancora 7 milioni. A sollevare la forte preoccupazione per il mancato pagamento della cassa integrazione per 8mila lavoratori bergamaschi è la Cisl Bergamo.

Cassa integrazione in ritardo

A mesi di distanza  risultano ancora forti ritardi nell’invio delle risorse finanziarie destinate al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato, da parte del Ministero del Lavoro, per il pagamento della Cassa Integrazione alle lavoratrici e ai lavoratori dell’artigianato sospesi a causa del Covid.

Mancano ancora 7 milioni per Bergamo

Dopo aver pagato, con grave ritardo, i mesi di febbraio, marzo ed aprile a più di 142.000 lavoratori lombardi, andando a distribuire oltre 218 milioni euro, sono ancora 75.000 (al 12 luglio) i lavoratori dell’artigianato in regione che attendono di ricevere le mensilità relative a maggio, giugno, luglio per circa 69 milioni da distribuire.

“In pratica – sottolinea Danilo Mazzola, segretario provinciale CISL – per Bergamo si stima che manchino più di 7,3 milioni di euro per soddisfare l’attesa di cassa per i 8.000 lavoratori artigiani bergamaschi, che da maggio non percepiscono più un soldo”.

“È da troppi mesi che aspettiamo che le promesse si tramutino in fatti concreti. I nostri sportelli sono costantemente, e giustamente, sollecitati dai lavoratori che stanno vivendo questo periodo con estrema difficoltà. Dopo le chiusure totali di marzo e aprile, e il conseguente ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, le aziende artigiane stanno lentamente ripartendo, non aiutate dal clima di difficoltà che in generale il settore manifatturiero sta affrontando nella nostra provincia. Molti lavoratori durante il periodo del lockdown hanno dovuto far ricorso ai propri risparmi o a prestiti per tirare avanti. Adesso attendono che quanto gli compete sia versato. Sono somme che vanno dai 700 ai 900 euro al mese riproporzionate alle effettive ore non lavorate. La bilateralità ha svolto il proprio ruolo in modo responsabile anticipando risorse proprie e riconoscendo a tutte le imprese (anche quelle non iscritte a FSBA) i periodi di cassa integrazione. Noi chiediamo – conclude il segretario CISL – che anche le istituzioni mantengano i loro impegni e stanzino i 350 milioni di euro promessi con il decreto agosto (FSBA stima un fabbisogno di 417 milioni) in aggiunta agli 825 milioni già stanziati”.

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