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Attività in crisi

Cala il numero delle imprese (-1%): in centro ci sono sempre meno negozi

A Treviglio c’è però da registrare il continuo calo, in atto dal 2015, del numero degli esercizi commerciali.

Cala il numero delle imprese (-1%): in centro ci sono sempre meno negozi
Economia Treviglio città, 01 Febbraio 2021 ore 12:47

In attesa di capire le dimensioni dei danni provocati all’economia dalla pandemia di Covid, il Comune di Treviglio ha messo a disposizione i dati dell’Osservatorio Economico relativi al 2019. Un anno che ha confermato la congiuntura che era già in atto da qualche anno. C’è stato infatti un calo delle imprese rispetto al 2018 (dal 2.741 a 2.714), ma è un numero comunque in linea all’ultimo quinquennio e in aumento rispetto a dieci anni fa.

Cala il numero delle imprese

Un calo (quasi dell’1%) però più marcato rispetto al dato provinciale (84.640 imprese nel 2018 e 84.193 nel 2019) che si assesta sullo 0,5%. Del resto, come sottolineato da Luigi Fenaroli, responsabile del Suap (Sportello Unico Attività Produttive), il 2019 si è chiuso in chiaroscuro per l’economia bergamasca. L’ industria, in particolare, nonostante il miglioramento evidenziato nel quarto trimestre 2019, mostra una variazione della produzione inferiore a quella lombarda.

Bergamo meglio della Lombardia

“Per quanto riguarda l’artigianato – ha proseguito Fenaroli – la crescita della produzione manifatturiera nella provincia di Bergamo conferma una performance più brillante rispetto alla media regionale. Le imprese bergamasche attive nei servizi con almeno 3 addetti, invece, accusano una battuta d’arresto del fatturato nel quarto trimestre, mentre a livello regionale la crescita prosegue a buon ritmo (+2,7). Il risultato medio provinciale è comunque largamente positivo e in linea con quanto registrato nel 2018”.

A Treviglio sempre meno negozi

Passando al commercio al dettaglio, settore in crisi da anni, a livello provinciale ha registrato un andamento complessivamente positivo (+1,1) rispetto al calo nel 2018. A Treviglio c’è però da registrare il continuo calo, in atto dal 2015, del numero di negozi. In particolare dei negozi di vicinato che sono passati dai 525 di cinque anni fa ai 477 del 2019 (addirittura -22 rispetto al 2018). Stabili invece le medie strutture di vendita (35, ma nel 2017 erano 23).

Calo maggiore in centro

Analizzando i settori si può notare che la crisi coinvolge soprattutto i negozi di abbigliamento: nel 2010 ce ne erano 117, mentre nel 2019 erano 88. In aumento, invece, le altre tipologie: +18 per gli alimentari (da 84 a 102), +4 per i supermercati (da 5 a 9) e per gli articoli per la casa (da 49 a 53), e +16 per i generi vari. A subire il calo maggiore è il centro della città, un tempo vero e proprio centro commerciale all’aperto e proprio la zona dove abbondavano i negozi di abbigliamento. Gli esercizi commerciali erano 238 nel 2010 contro i 226 del 2019. In particolare ne hanno risentito via Galliari (-7 negozi), via Roma (-6) e via Verga (-4). Sono invece aumentati tra piazza Manara e piazza Garibaldi (+6), via Sangalli (+2) e via Matteotti (+2). Sono infine aumentate, negli ultimi dieci anni, le attività di somministrazione alimenti e bevande, passate dalle 140 del 2010 alle 167 del 2019 (in particolare in centro che ha registrato +20), soprattutto i ristoranti (+9), i bar (+9) e le gelaterie (+7).

Un anno di arresto

“Sono del 2019 l’estensione del perimetro del Distretto Urbano del Commercio all’intero territorio della Città e l’avvio di una collaborazione più organica e strutturata con il DUC per la promozione delle attività cittadine – ha sottolineato il sindaco Juri Imeri – Treviglio, anche grazie a questo ulteriore stimolo, si conferma estremamente attiva e la sua rete imprenditoriale continua a essere elemento di vita, attrattiva e sviluppo per il benessere non solo del territorio comunale ma dell’intera provincia. Purtroppo il 2020, caratterizzato dalla pandemia e dai negativi riflessi che questa ha portato sull’intero sistema economico mondiale, sarà anche per Treviglio un anno di arresto”.

Grande volontà di resilienza

“L’impegno dell’Amministrazione in questi anni è stato volto a garantire al sistema delle imprese un servizio immediato e sicuro – ha aggiunto l’assessore al Commercio Beppe Pezzoni – I numeri di questa edizione dell’Osservatorio così come quelli che si prospettano per la prossima, dedicata al 2020, sono la testimonianza di una costante volontà di resilienza: è stata la capacità che ogni imprenditore trevigliese ha esercitato in questi anni difficili, è anche l’impegno costante di tutta l’Amministrazione, e in particolare del Suap, per affrontare insieme uno dei momenti più critici della nostra storia”.

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