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Filago

Bayer Crop Science annuncia: "Chiudiamo": oggi è sciopero a Filago

Produzione spostata in Francia, Germania e Spagna, la protesta dei sindacati

Bayer Crop Science annuncia: "Chiudiamo": oggi è sciopero a Filago
Economia Isola, 24 Maggio 2021 ore 08:58

Otto ore di sciopero oggi, lunedì 24 maggio 2021,  alla Bcs Bayer Crop Science di Filago, dove 46 operai perderanno il posto di lavoro dopo l'annuncio della multinazionale chimica di chiudere lo stabilimento italiano dell'azienda, specializzata nella produzione di colture e prodotti per l'agricoltura. Per oggi, lunedì 24 maggio, è stato proclamato uno sciopero di 8 ore per  turno, con un presidio dalle 8 a mezzogiorno  di fronte ai cancelli di viale delle Industrie.

Quarantasei addetti perdono il posto

L'annuncio è arrivato nella mattinata di venerdì, decisamente all'improvviso secondo i sindacalisti della Filctem-Cgil: tutta l’attività produttiva sarà cessata dal prossimo dicembre.  "Dei 62 lavoratori in organico, i 46 operai e addetti alle attività collegate (manutenzione, laboratorio, controllo qualità, …) perderanno così il posto - denuncia il sindacato -  la metà da fine anno, gli altri da giugno 2022, quando le operazioni di dismissione del sito saranno completate. I lavoratori restanti, tutti impiegati, gestiranno l’attività di logistica per altri siti in Europa".

Produzione spostata in Francia, Germania e Spagna

“Quando oggi abbiamo incontrato i rappresentanti dell’azienda di certo non ci aspettavamo nulla del genere. Siamo stati totalmente colti di sorpresa. Sembra che la produzione verrà spostata negli altri siti in Francia, Germania e Spagna” ha commentato poco fa Ezio Acquaroli, segretario generale della FILCTEM-CGIL di Bergamo. “Siamo alle solite: le produzioni italiane vengono dismesse, quando sarebbe necessario che altre produzioni tornassero invece qui nel nostro Paese. Dopo aver incontrato i rappresentanti aziendali, abbiamo subito convocato un’assemblea, in presenza, nel piazzale dell’azienda e abbiamo dato la notizia: i lavoratori sono arrabbiati e, ovviamente, preoccupati”.