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Effetto Coronavirus

All’aeroporto di Orio al Serio cancellati 400 voli Ryanair

Le società di autonoleggio attorno allo scalo bergamasco hanno registrato un calo del 90%.

All’aeroporto di Orio al Serio cancellati 400 voli Ryanair
Economia Bergamo e hinterland, 05 Marzo 2020 ore 17:26

Basta attraversare l’area dei parcheggi antistante all’aeroporto o l’atrio di arrivi e partenze per rendesi immediatamente conto del massiccio calo di passeggeri in transito dall’aeroporto di Orio al Serio. E’ l’effetto Coronavirus che rischia di mettere in ginocchio il settore del turismo in tutta Italia.

A Orio 400 voli Ryanair cancellati

“Molti voli partono praticamente vuoti, oltre 400 sono stati già cancellati da Ryanair dal 17 marzo fino ad aprile”, ha riferito oggi pomeriggio Marco Sala, segretario generale della FILT-CGIL di Bergamo. “Dai delegati sindacali della società di handling AGS che opera con WizzAir, Pegasus e AirArabia veniamo a conoscenza di un calo dell’85% per il prossimo mese: WizzAir ha, infatti, cancellato tutti i voli fino al 2 aprile, Pegasus fino a fine marzo e AirArabia li ha dimezzati. Siamo profondamente preoccupati per i lavoratori del comparto. Il nostro aeroporto è in grandissima sofferenza in quest’epoca di emergenza Coronavirus”.

Per tentare di fare il punto della situazione è già fissato per mercoledì prossimo un incontro con SACBO e una delle due società di handling, la BGY International Services. Con l’altro operatore handling, AGS, un confronto avverrà anche prima (ma la data ancora non c’è). “Con i gestori dell’aeroporto e dei servizi di terra definiremo le operazioni necessarie per attivare gli ammortizzatori sociali utili” ha proseguito Sala.

Autonoleggi, calo del 90%

Ulteriori preoccupazioni suscita, poi, la situazione degli operatori del settore dell’autonoleggio attorno allo scalo: “Nessuno prende più auto in affitto. Il calo dei passeggeri sia aggira attorno al 90%, una stima calcolata osservando i voli ancora attivi, che però decollano e atterrano con 20-30 persone a bordo. Il punto è che i lavoratori di questo comparto dell’indotto non possono contare su alcun ammortizzatore sociale”.

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