Caravaggio

Violenza, quello che le donne non dicono ma che possono fare

Ieri, venerdì 25 novembre, pienone all'auditorium di San Bernardino.

Violenza, quello che le donne non dicono ma che possono fare
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Al femminile. Quello che le donne non dicono, ma possono fare. Il titolo della serata organizzata ieri sera, venerdì 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne tenutasi a Caravaggio.

Violenza, al San Bernardino una serata per riflettere

Pienone ieri sera all'auditorium di San Bernardino per la conferenza organizzata dalla consigliera comunale di maggioranza Laura Lonati, con l’appoggio delle colleghe Elisabetta Avila e Alice Valimberti.

"Ci siamo  interrogate su che apporto potessimo dare rispetto a una tematica di così scottante attualità - ha spiegato - e come  “Civici per Caravaggio” nel nostro operato permea il desiderio di voler divenire sempre più risorsa pragmatica ed efficace per la sollecitazione e l’espressione dei caravaggini, per cui abbiamo provato a coinvolgere delle professioniste sul tema “Donna a 360 gradi” e gli intenti si sono trasformati in realtà".

In campo l’associazione Benessere Consapevole

L’Associazione Benessere Consapevole ha messo in campo due delle sue fondatrici: Nadia Orlandi, orientatrice e consulente nella ricollocazione professionale, e Monica Maggiore, consulente di carriera e trainer. La prima ha posto l'accento sull’importanza dell’auto-efficacia in conseguenza ad ogni sfida, prova o cambiamento, la seconda ha fornito strumenti riguardanti la scoperta dei propri talenti attraverso il dono di un pocket operativo.

A metà serata il testimone è passato a Nia Guaita, sociologa, scrittrice e formatrice nelle forze della Polizia di Stato per quanto riguarda le tecniche di negoziazione e l’analisi e la lettura del linguaggio del corpo, descritte nel suo libro “Come diventare un bersaglio difficile”. L’intervento ha visto la descrizione degli atteggiamenti tipici degli aggressori, ha denunciato falsi stereotipi incentivando la conoscenza vera dell’origine delle dinamiche sottili e silenti a volte, altre rapide e stravolgenti che trasformano l’amore in aggressione, paura e femminicidi. Le conseguenze sono davvero ingenti per tutte le parti coinvolte, in primis i figli.

"Ecco perché la via dell’educazione al valore della persona e della sua libertà va sempre più sostenuta ed incentivata - ha concluso Lonati - È stata questa la motivazione per cui quest’anno abbiamo scelto di organizzare un incontro tanto denso di etica quanto pragmatico. Ringrazio di cuore l’associazione, auspicando altre future collaborazioni, oltre al personale della biblioteca Banfi per la collaborazione, i consiglieri presenti e l’Amministrazione comunale tutta per aver permesso questa iniziativa".

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