Un artista bergamasco all’assalto della fortezza di Montalcino

Il calcense Marco Rossi, classe 1987, espone le sue opere nel borgo toscano

Un artista bergamasco all’assalto della fortezza di Montalcino
Cultura 17 Agosto 2017 ore 11:12

Dalla roccaforte – metaforica – del Moscato di Scanzo alla fortezza – quella vera – di Montalcino. Qui l’associazione «Sotto Alt(r)a Quota» di Bergamo – molto attiva a Scanzorosciate – ha organizzato la mostra «Fortezza, sulla soglia», aperta dal 19 al 27 agosto. Fra gli artisti presenti, c'è anche il calcense Marco Rossi.

«Fortezza, sulla soglia»

Una cornice certamente suggestiva quella proposta dal curatore della mostra, Damiano Fustinoni. «Le mura, come i confini, le frontiere, sono una soglia dove coesistono il bisogno di difendersi e il desiderio di uscire a incontrare l’altro. “Fortezza, sulla soglia” è per noi portare dentro queste mura storie quotidiane, le paure più profonde e l’audacia di prenderle in mano, nell’eterna tensione tra il custodire e il disperdere». Non è questo, comunque, l’unico tema a cui si possono ispirare i lavori esposti: «Fortezza non è solo l’edificio storico pubblico, ma è anche virtù, dono di costanza e coraggio».

Gli artisti

Presentano le loro opere il bresciano Daniele Fabiani e Giulia Gentilcore, originaria di Magenta. Con loro, anche il calcense Marco Rossi, classe 1987, che ha concluso la sua formazione all’Accademia delle Belle Arti di Brera e ora si impegna prevalentemente nell’insegnamento e nella produzione artistica. Le tele di Rossi hanno già calcato vari palcoscenici italiani: nel 2010 in una personale a Venezia (poi anche in un evento collaterale alla Biennale d’architettura), nel 2011 a Firenze. Ha ricevuto premi in esposizioni ospitate a Trieste, Milano, Torino e Alessandria. Nel 2014 è stato finalista della sezione “Giovani talenti” del premio «Città di Treviglio».

Dalla tela alle animazioni d’arte

«Il mio lavoro – ha detto Marco Rossi – parte essenzialmente dal disegno e dalla pittura. Ora sto realizzando, sempre attraverso il disegno, delle animazioni in stop-motion, che mi permettono di unire alla componente visiva anche quella uditiva. I video che realizzo li considero opere pittoriche a tutti gli effetti, anche se necessitano di un supporto digitale per essere fruite. Considero la fase dell’installazione molto importante; per me è fondamentale pensare a opere che dialoghino con l’ambiente che le ospita». A Montalcino verranno esposte solo opere su supporto cartaceo: il prossimo appuntamento per Rossi sarà alla Biennale di Soncino, alla fine di agosto, dove porterà invece una delle sue opere video. «È composta da 1.300 frame montati per l'occasione. Si intitola “Micro-Macro-Marco”: un gioco di parole che vuole essere anche un omaggio all’artista a cui la mostra è dedicata».