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Turismo a Bergamo: 2,5 milioni di visitatori in città nel 2019

Nel 2020 perdite stimate attorno ai 65 milioni di euro, ma da giugno si ricominciano a vedere turisti stranieri.

Turismo a Bergamo: 2,5 milioni di visitatori in città nel 2019
Cultura Bergamo e hinterland, 28 Luglio 2020 ore 17:33

Un 2019 record per il turismo a Bergamo, poi l’emergenza coronavirus, con la provincia tra i territori più colpiti al mondo dalla pandemia. Ora un timido risveglio del turismo, che fa sperare per il futuro: in estrema sintesi potrebbe essere questa la descrizione degli ultimi 18 mesi per quel che riguarda gli afflussi turistici verso Bergamo e il suo territorio.

I dati record del 2019: quasi 2,5 milioni di presenze

Con 2.433.928 presenze e 1.249.081 arrivi, il 2019 si è chiuso con un buon risultato in termini di flussi turistici per la Bergamasca, con un aumento ulteriore del 4% delle presenze e del 3% degli arrivi rispetto al 2018. Si conferma ancora dunque il trend crescente dei flussi turistici nel territorio bergamasco, in costante segno + dal 2014 e che negli ultimi 10 anni ha ospitato +68,7% di arrivi e +45,9% di presenze.

Per il 2019, si conferma la progressiva internazionalizzazione turistica di Bergamo e provincia, con un aumento arrivi di turisti stranieri del 3,7% e di presenze del 5,5%. Anche in questo caso si consolida l’andamento degli ultimi anni: il divario tra il turismo internazionale e quello nazionale si è ridotto da una differenza di quasi 26 punti percentuali del 2009 ai quasi 10 punti del 2019. Tra i paesi di provenienza dei turisti stranieri anche nel 2019, la Germania si conferma alla guida della classifica con il 10% degli arrivi totali e l’11,9% delle presenze totali. Seguono la Polonia, che registra un balzo in avanti dal quarto al secondo posto, la Francia, e la Spagna. Tra le prime dieci posizioni i tedeschi si confermano primi anche per durata media del soggiorno, in compagnia di inglesi e americani, con 2,3 giorni.

Ma il 2019 segna anche un incremento del turismo proveniente dal territorio nazionale, con un +2,4% in termini di arrivi e +2,8% per quel che riguarda le presenze: la città e la provincia attraggono ancora anche residenti in Lombardia e nelle altre province italiane.

Si conferma anche la marcata brevità della permanenza media da parte dei visitatori, permanenza che si attesta, nel settore alberghiero, attorno a 1,8 giorni, mentre, nel settore extralberghiero, a 2,3 giorni (come nell’anno precedente) per una media di 1,9 giorni.

La maggior parte dei turisti sceglie ancora le strutture alberghiere per i propri pernottamenti. In termini assoluti, nel 2019 il numero di arrivi e di presenze nel nostro territorio premiano ancora gli alloggi di tipo alberghiero con rispettivamente il 68,4% e il 62,7% sul totale. Ma, a conferma del trend degli ultimi anni, la crescita dei turisti che scelgono di soggiornare in strutture extra alberghiere è notevole, registrando un +17,4% di arrivi solo nell’ultimo anno.

L’analisi per aree territoriali evidenzia come la crescita per numero di arrivi sia prevalentemente concentrata nell’area del Basso Sebino (+11,5%) e in città (+10,1%), ma si registrano buone performance anche nelle valli Brembana e Seriana con un aumento di arrivi all’incirca del 4%, e in Val Imagna, con una crescita del 2,5%. Sul fronte delle presenze ottiene buoni risultati anche l’alto Sebino (+6,6%).

Per quanto riguarda gli stranieri si rileva un aumento degli arrivi e delle presenze oltre che in città e nel basso Sebino, in Valle Brembana (+8% degli arrivi), nell’alto Sebino (+10,8% di presenze) e nell’isola bergamasca (+9,3% di presenze).

I dati delle strutture ricettive: l’extra-alberghiero quintuplicato in 10 anni

Nel 2019 l’offerta ricettiva in provincia di Bergamo comprende in totale 2.054 strutture ricettive di cui 1.793, pari all’87%, è rappresentato dal settore extra alberghiero. Negli ultimi anni infatti la ricettività extralberghiera è stata caratterizzata da un fortissimo incremento, un vero e proprio moltiplicarsi di quasi tutte le tipologie di strutture e soprattutto di case ed appartamenti vacanza, foresterie lombarde e locande. Le strutture extra alberghiere in tutto il territorio provinciale sono passate dalle 356 strutture del 2009 alle 1.793 del 2019, con una dimensione media di 10 posti letto. Tra il 2018 e il 2019 l’aumento del numero di strutture extra alberghiere è del 10,4%.

Le strutture alberghiere registrano una lieve diminuzione, ma continua il processo di riqualificazione del comparto con una maggiore presenza di strutture a 3 o 4 stelle. La dimensione media delle strutture alberghiere in bergamasca è di 50 posti letto.

Infine, analizzando il numero di posti letto ogni 1.000 residenti in ciascuna delle aree della provincia si evidenzia come la Val Brembana, l’Alto Sebino, la città di Bergamo e la Val Seriana siano le zone con la densità ricettiva più alta, quindi con una offerta ricettiva maggiore.

I dati provvisori del primo semestre 2020: 52mila presenze a giugno

I primi dati provvisori relativi al primo semestre del 2020 evidenziano il forte impatto della pandemia sul turismo del territorio. Confrontando i primi sei mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2019 si evidenzia un calo di oltre il 63% per quanto riguarda gli arrivi e del 60% per le presenze.

Il dettaglio mensile sottolinea però l’ottimo inizio anno, soprattutto grazie alle località di montagna. Il mese di gennaio, infatti, registra +19,3% di arrivi e +13,5% di presenze; mentre nel mese di febbraio, nonostante i primi casi di Covid-19 registrati nel paese, si registrano +4,3% di arrivi e +1,8% di presenze. A fronte del crollo nei mesi di marzo e soprattutto aprile, quando le strutture ricettive erano sostanzialmente chiuse, un timido segnale di ripresa si registra a maggio e, più deciso, a giugno.

L’emergenza coronavirus ha impattato notevolmente anche sulla composizione dei turisti: nei primi 6 mesi del 2020 quasi due turisti su tre sono di nazionalità italiana (64,7% del totale degli arrivi è nazionale e il 66,8% delle presenze) a fronte di quasi uno su due dello scorso anno (55,8% per gli arrivi e 53,9% per le presenze). La ripresa del turismo nei mesi di maggio e giugno è infatti notevolmente sbilanciata a favore del turismo nazionale. Inoltre, i tempi di soggiorno in questi ultimi due mesi si sono allungati, segnale di una mobilità minore da parte dei turisti.

L’emergenza non ha avuto invece impatto sulla tipologia di alloggio scelto. La composizione dei turisti che alloggiano in strutture alberghiere o extra alberghiere è infatti in linea con i dati dello scorso anno sia per gli arrivi (nel 2020 il 70,7% ha optato per le strutture alberghiere mentre il 29,3% in strutture extra alberghiere, a fronte di rispettivamente il 69,9% e 30,1% dello scorso anno) che per le presenze (il 64% nel settore alberghiero e il 36% in strutture extra alberghiere, a fronte del 65,2% e 34,8% registrato lo scorso anno).

La nuova campagna “Quanto sei bella Bergamo!”

In questo contesto di ripartenza, seppur timida, del turismo, ma soprattutto in vista della rinascita delle attività una volta sconfitto il coronavirus, si inscrive la nuova campagna di promozione del territorio di Bergamo, un’iniziativa che proseguirà lungo tutto l’anno 2020. Bergamo è oggi conosciuta nel mondo intero come l’epicentro occidentale della pandemia: è necessario cogliere l’occasione della notorietà della parola Bergamo, soprattutto sulla rete internet, per dissociare da essa il concetto di sofferenza e associarle invece un nuovo e semplice concetto di bellezza.

Per questo nasce “Quanto sei bella Bergamo!” una semplice affermazione che si rivolge ai bergamaschi in primis, ma che si allarga all’Italia e al mondo intero per raccontare a tutti che Bergamo è soprattutto bellezza e rinascita.

La campagna si declinerà “Through The Line” ovvero social e web, ma punta a intercettare anche un pubblico più eterogeneo con una promozione “Above The Line” attraverso una serie di affissioni e spot televisivi. Le affissioni prevedono una diffusione sul territorio provinciale, all’aeroporto il Caravaggio, ma anche in alcuni luoghi di Milano, Firenze, Siena, Genova (per un periodo che va dalle 2 alle 4 settimane).

Le reti Mediaset, inoltre, nelle ultime due settimane di settembre, trasmetteranno – nella fascia mattutina – gli spot da 20” di durata della campagna, garantendo la possibilità di rivolgersi in modo immediato e semplice a milioni di connazionali su tutto il territorio nazionale.

Per quello che riguarda il mercato internazionale, VisitBergamo prevede un concorso attraverso il quale sarà possibile vincere una vacanza di quattro giorni sul territorio bergamasco e una campagna sui social network particolarmente massiccia, declinata nazione per nazione e con una particolare attenzione alla promozione delle esperienze disponibili a Bergamo.

Bergamo da luogo di sofferenza a luogo di rinascita

“Promozione, formazione e rete: queste le parole chiave verso cui la strategia per il rilancio del turismo bergamasco dovrà puntare nei prossimi mesi – commenta Claudio Bolandrini, Consigliere delegato al turismo della Provincia di Bergamo – A partire da questi elementi, occorre proseguire nel lavoro di costruzione di alleanze tra enti locali, soggetti istituzionali ed economici che possono permettere la valorizzazione dei diversi prodotti turistici integrando le opportunità dell’offerta presente sul territorio provinciale”.

“I dati dei flussi di visitatori del 2019 confermano come il turismo – grazie anche allo straordinario sviluppo dell’aeroporto – sia emerso negli ultimi anni come una componente essenziale della nostra economia – aggiunge Giorgio Gori, sindaco di Bergamo – Oggi è pressoché azzerato. Bergamo, lo sappiamo, non è una qualunque città alle prese con la crisi innescata dal coronavirus. Bergamo si è trovata ed essere l’epicentro di questo flagello. L’impresa a cui Bergamo è chiamata è dunque quella di riprendersi da un colpo da KO, ricostruendo ciò che è andato distrutto in poco più di due mesi, di ribaltare l’immagine della città – oggi universalmente collegata al nome del virus – per tornare a renderla attrattiva, soprattutto sotto il profilo turistico. Ci aspetta dunque un grande lavoro, in cui il capoluogo è chiamato ad un ruolo di riferimento per tutto il territorio provinciale. Abbiamo iniziato questo percorso con l’alleanza con Brescia, Cremona, Mantova e Milano, promuovendoci di fatto a vicenda in quest’estate 2020 con la campagna “Why not?”, ora siamo pronti a rilanciare con “Quanto sei bella Bergamo!”, primo tassello per la rinascita turistica futura del nostro territorio. Con un orizzonte preciso, quello del 2023, quando la nostra città, insieme a Brescia, sarà capitale italiana della cultura.”

“Oggi registriamo l’importante dato relativo al 2019, un anno che confermava il trend positivo in ambito turistico, ma soprattutto registriamo i primi cenni di ripresa del comparto nel 2020,che vogliamo leggere come segnale della rinascita di questo territorio – richiama Giorgio Beltrami, presidente di VisitBergamo – Una rinascita che porta con sé tutto il lavoro corale delle istituzioni che compongono VisitBergamo: la Camera di Commercio , la Provincia e il Comune di Bergamo assieme agli operatori di tutto il territorio bergamasco, che ringrazio.”

“La Camera di commercio sostiene da tempo l’attrattività del territorio per missione istituzionale e ha lanciato diversi progetti di promozione per valorizzare il turismo – conclude Carlo Mazzoleni, presidente della Camera di commercio di Bergamo – La pandemia Covid-19 ha provocato una profonda crisi nel “Sistema Turismo” e la nostra volontà di promuovere e sostenere fortemente questa importante campagna di comunicazione è finalizzata a recuperare in positivo l’immagine del nostro territorio e ristabilire un generale clima di fiducia, anche in vista degli importanti appuntamenti di Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura 2023 e delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.” ù

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