Sulla via Francigena con la benedizione del vescovo di Canterbury

L’ennesima impresa del maestro Gianluigi Consolandi di Calcio.

Sulla via Francigena con la benedizione del vescovo di Canterbury
Romanese, 19 Settembre 2018 ore 08:00

Da Canterbury a Besancon, sulle orme della via Francigena, 700 chilometri a piedi in 24 giorni, tra il sole rovente e la pioggia battente. È l’ennesima impresa del maestro Gianluigi Consolandi di Calcio che ha collezionato finora otto cammini e nelle gambe 5400 chilometri.

Sulla via Francigena

È ormai l’ottavo anno che il maestro Consolandi percorre i cammini spirituali, ma quello di quest’estate è stato per lui il più sentito, grazie anche a un incontro imprevisto e straordinario con il vescovo di Canterbury. “La via Francigena – racconta Consolandi – è il percorso più importante ed il primo di cui si abbia notizia. È l’itinerario percorso dall’arcivescovo Sigerico nell’anno 990 per ritornare a Canterbury da Roma dopo l’investitura del Pallio Arcivescovile da parte di papa Giovanni XV”.

Lungo strade romane

Nell’itinerario anche strade dell’epoca romana. “Ormai il percorso originario è tutto asfaltato ed è rimasto poco o niente. Io e i miei compagni abbiamo preso delle stradine in mezzo ai campi, alcune delle quali risalgono all’epoca romana. Le riconosci perché sono tutte dritte e non hanno nemmeno un albero per ripararsi”.

In partenza dal km zero

Con il maestro c’erano Pier Luigi Donati, di Calcio e Luca Audasso di Torino, conosciuto durante un cammino verso Roma, nella tappa di Costamezzana. “Il 5 agosto siamo arrivati a Canterbury – ha raccontato – al chilometro zero, vicino alla cattedrale. Ci siamo presentati come pellegrini all’addetto che stava facendo da guida a un altro gruppo. Subito questo signore ha mollato quello che stava facendo per venire verso di noi e farci il timbro sul nostro passaporto del cammino”.

La benedizione del vescovo di Canterbury

“Dopodiché – continua il maestro – abbiamo visto uscire dalla cattedrale dei reduci di guerra e un sacerdote che io avevo già visto in televisione, il vescovo di Canterbury! Così mi avvicino, spiego che siamo pellegrini e chiedo dov’è il chilometro zero. Lui ci accompagna e ci dà la benedizione, poi scattiamo una foto tutti insieme. Non so a quanti pellegrini sia mai capitata questa esperienza, io credo che fosse tutto programmato”.

Memorabile l’accoglienza dei francesi

Un cammino che ha lasciato nella memoria dei pellegrini la bellezza della natura e l’accoglienza delle persone. “Tra le cose belle che ho trovato in questo cammino – racconta – è l’incredibile disponibilità dei francesi. Quando ti fermi per una sosta c’è gente che si avvicina e ti offre da bere. I paesi sono paesi fantasma, dove non si vede nessuno per strada e non ci sono posti dove mangiare, tanto che in alcune tappe non abbiamo pranzato. Ricordo una signora che ci ha invitato a casa sua per un caffè, ci ha offerto affettati e formaggio perché non c’erano negozi e tutta entusiasta ci ha fatto sentir suonare l’organetto. Questa accoglienza per un pellegrino è fondamentale, una cosa fantastica che in Italia non ho mai visto salvo rare eccezioni.

L’energia della natura

“La natura che si può ammirare in questo itinerario – racconta il maestro – ti dà un’energia impagabile, camminare in mezzo ai boschi, in un silenzio assoluto e sulla spiaggia del lungomare con i piedi in acqua. L’itinerario è segnalato da un omino anche se le indicazioni scarseggiano e c’è rischio di perdersi. Altra cosa che mi ha scioccato è la quantità di cimiteri al nord, vicino alle chiese e i resti di un’abbazia bombardata durante la seconda guerra mondiale”.

Ora il libro e poi di nuovo in viaggio

Tornato a casa il maestro sta già pensando al suo libro, il quarto, sul cammino appena vissuto e al prossimo obiettivo. “Il prossimo anno continuerò il cammino da Besancon – ha svelato – fino a Fidenza, per 900 chilometri. L’ultimo mio obiettivo è il cammino da Acri, dove c’è la fortezza dei crociati, a Gerusalemme”.

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