La crisi delle bande

Le bande musicali stanno morendo: servono ristori anche per loro

Gli sponsor ormai non riescono più a sostenerle, e le entrate sono crollate a causa della mancanza di concerti e servizi. L'intervento del consigliere regionale Piloni.

Le bande musicali stanno morendo: servono ristori anche per loro
Cultura Romanese, 16 Febbraio 2021 ore 12:28

Per moltissimi ragazzi sono il primissimo approccio alla musica "suonata", oltre che ascoltata. E in pressoché tutti i Comuni ormai sono diventati le "agenzie educative" per eccellenza sul fronte dell'educazione musicale, sopperendo a un'offerta didattica spesso molto carente e giocata in pochissime ore curricolari. Da un anno a questa parte però la pandemia ha colpito duro anche loro, le bande musicali. I corpi civici, anche nella nostra zona, sono fermi e le scuole di musica ad essi collegati devono fare i conti con le misure di distanziamento sociale che il più delle volte, semplicemente, impediscono di fare lezione  nelle strutture talvolta piuttosto datate in cui lavorano queste associazioni. Così, con il passare dei mesi, e con il crollo delle entrate dovute alla cancellazione di servizi, concerti e "baghet" natalizi, molte associazioni sono oggi alla canna del gas.

Elezioni regionali Matteo Piloni
Il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni

L'appello del consigliere Piloni: "Ristori per le bande"

A denunciare la situazione è stato oggi il consigliere regionale dem Matteo Piloni, di Crema. “È una situazione reale e purtroppo drammatica quella delle bande musicali di paese che da un anno sono ferme, con gli sponsor che ormai non riescono più a sostenerle. Mi sono dunque attivato per cercare di capire se ci sono possibilità di prevedere ristori specifici anche per queste realtà che rivestono un ruolo fondamentale nella vita sociale e culturale dei nostri territori”.

Sono 4500 le bande musicali attive  e oltre 2000 i cori  costituitisi in tutta Italia. Finora a livello nazionale si è stanziato per loro un milione di euro: poco o nulla, in sostanza. E comunque non sono arrivati alle realtà più piccole, come quelle che costellano il Terzo settore della Bassa bergamasca e dell'Alto cremasco ma non solo.

“Le risorse stanziate finora a livello nazionale, pari a un milione di euro - spiega il consigliere dem - sono state convogliate sui progetti delle associazioni nazionali e regionali, mentre le bande di paese, che non hanno potuto beneficiare di quel tipo di contributo, restano a rischio sopravvivenza a causa delle spese fisse e della riduzione della capacità dei loro sponsor di farvi fronte perché alle prese a loro volto con le difficoltà della crisi. Chiediamo dunque alla Regione di istituire ristori ad hoc che consentano loro di coprire tutte le spese sostenute nei mesi scorsi – dalla sanificazione, alla digitalizzazione, alla gestione degli ambienti - e di far fronte a tutte le criticità che rischiano di minarne le attività e la riapertura.  Regione Lombardia non può certamente ignorare che le bande di paese sono realtà molto radicate sul territorio lombardo, che vedono impegnati molti giovani e svolgono un ruolo di primo piano nella trasmissione della cultura musicale all’interno delle tradizioni e manifestazioni locali” ha concluso Piloni.

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