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Versi in tempo di pandemia

Presentata in Santuario la raccolta poetica di don Giuseppe Villa

Il ricavato delle offerte per il volumetto vadano interamente alla Caritas.

Presentata in Santuario la raccolta poetica di don Giuseppe Villa
Cultura Treviglio città, 05 Ottobre 2020 ore 10:16

Nella luminosa cornice del Santuario delle Madonna delle Lacrime di Treviglio, recentemente restaurato, si è tenuta il 3 ottobre la presentazione del volumetto di don Giuseppe Villa: “Un varco d’aria al respiro – Diario poetico della pandemia”, il cui titolo è stato tratto da Clemente Rebora, sacerdote e poeta del secolo scorso.

La poesia al tempo del Coronavirus

Don Giuseppe Villa

Tra i componimenti ci sono sonetti, inni, preghiere e omelie che erano stati pubblicati da don Giuseppe anche in Facebook durante il periodo del lockdown. La raccolta poetica guarda al tempo della pandemia con un’attenzione agli aspetti sanitari ed economici, ma soprattutto sul sentire comune e su una ricerca di cammino di comunità. Come dice don Giuseppe, “le parole poetiche sono come porte che si spalancano tendendo verso l’inafferrabile, evitando l’appiattimento sul reale”.

Dalla scuola alla solitudine

Durante la presentazione del volumetto, alcuni dei componimenti sono stati letti dalle belle voci di Luisella Bassoricci, Emilio Riva e Aldo Gherardi.
I commenti ai testi di don Giuseppe sono stati assegnati ad alcuni testimoni: il professor Pasquale Esposito che ha sottolineato i temi della scuola, la cui “soglia” è rimasta chiusa a lungo, e proprio “La soglia” è una delle poesie del volumetto. Il giovane Gabriele Lingiardi ha portato una voce di speranza per un cammino condiviso. La dottoressa Deborah Ardemagni ha riportato la sua commovente esperienza nella relazione con i tanti pazienti in solitudine, la professoressa Nicoletta Sudati ha posto una poetica sottolineatura letteraria sugli inni e i sonetti di don Giuseppe.

Il ricavato alla Caritas

Don Giuseppe Villa ha chiuso l’incontro con un intervento pieno di attesa per la costruzione di una casa comune in cui ogni uomo si rivesta di un abito fatto di cura per la vita e di storia, riprendendo le parole di Papa Francesco: “l’uomo… ha bisogno di raccontarsi, di “rivestirsi” di storie per custodire la propria vita”.
Il libretto ha una sentita prefazione di Amanzio Possenti che commenta il diario poetico indicandolo come “varco di luce divina fra speranza e amore”. Don Giuseppe ha generosamente voluto che il ricavato delle offerte per il volumetto vadano interamente alla Caritas.

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