Mostra d’arte al castello di Cavernago dell’artista Rosa Spina

L'inaugurazione sabato 24 alle 17 alla presenza anche di Vittorio Sgarbi.

Mostra d’arte al castello di Cavernago dell’artista Rosa Spina
Cultura Romanese, 16 Marzo 2018 ore 16:23

Mostra d’arte al castello di Cavernago che verrà inaugurata sabato 24 marzo con la personale dell’artista Rosa Spina, tra le più affermate esponenti della “fiber art” italiana.

Mostra d’arte contemporanea che incontra l’antico

La terza mostra di arte contemporanea al castello di Cavernago ospiterà Rosa Spina, un’artista che ha la particolarità di intrecciare tessuto naturale e metallo. Accanto alle sue ultime e apprezzate produzioni, sarà possibile ammirare anche quelle, altrettanto pregevoli, ispirate al contesto architettonico del luogo. Alla lunga tradizione degli affreschi, a quella “cavalleresca” e ai caratteri simbolici e nobiliari, ancora una volta, e sempre, debitamente e liberamente ispirati e reinterpretati.

L’inaugurazione

La mostra “Gli impenetrabili intrecci di Rosa Spina” verrà inaugurata al castello sabato 24 marzo, alle 17. L’artista sarà presente, insieme a Vittorio Sgarbi e Domenico Piraina, direttore del Palazzo Reale di Milano.

Opere dedicate alla tradizione degli affreschi

L’artista è stata presentata nella conferenza stampa di giovedì da Antonio Falbo, art director della Minotauro Gallery\Factory di Palazzolo sull’Oglio che lancia artisti nuovi o meno giovani e già più acclarati. «Io seguo Rosa da molti anni – ha detto il professore – aveva conosciuto Brescianini e il castello di cui era rimasta affascinata. Così le ho parlato proponendole una mostra. L’artista sta lavorando da cinque, sei mesi e ha voluto dedicare parte della sua produzione alla storia di questo luogo».

Rimandi alla storia antica calabrese

«Buona parte delle opere sono state selezionate da me – ha detto Falbo – Vittorio Sgarbi che curerà la parte introduttiva e Domenico Piraina. Le sue ultime opere, definite come antiche pitture, sono riconducibili a un linguaggio personale dell’artista che deve presentare qualcosa di nuovo. Ma allo stesso tempo guardano alla storia antica, con rimandi culturali storici che si porta dietro dalla Calabria».

Il più grande mosaico del mondo

In particolar modo c’è un’immagine di un drago che rappresenta il piu grande mosaico del mondo, ritrovato vicino a Riace. L’artista ha voluto rendere omaggio con la sua opera per mettere al corrente le nuove generazione di tutte le scoperte che si stanno facendo ma non ancora inserite nei testi scolastici. Un’artista che vuole essere testimone.

Tessuto e reti metalliche

L’artista utilizza la tecnica del filaggio. Si tratta di brandelli di tussuto che lei usa e destruttura invece che ricomporli, e poi li intesse su reti metalliche o sintetiche in modo da dare la giusta componente cromatica.

Risalire nel tempo per ritrovare il principio

“Il tramare e intrecciare è moderno e allo stesso antichissimo – ha detto il consigliere Roberto Palazzini – come risalire la china del tempo andando indietro. Lo scorso anno M’horò che riprende oggetti morti nel loro processo industriale e restituisce una temporalità di tipo circolare. Prima Brescianini che partiva nella sua poetica da lastre e metallo con punti provocati da armi da fuoco che diventavano punti luminosi. Tre artisti che ricercano l’archè, un inizio e principio proprio come la scienza sta cercando di avvicinandosi al momento zero, la chiave trascendentale da cui tutto è nato”.

La Madonna per la nuova chiesa di Cavernago

Una splendida rielaborazione artistica appositamente creata per lo storico evento, e donata al vescovo S.E. Francesco Beschi dall’artista, dalla Minotauro Fine Art Gallery e dal Comune di Cavernago. “Il fascino di un tempo perduto, riflesso su declinazioni contemporanee”. L’artista ha ripreso un antico affresco medioevale del maniero colleonesco riproducente una Madonna con bambino. E’ stato rielaborato e reinterpretato attraverso un percorso sperimentale che abbandona volutamente ogni volontà di decorativismo superficiale. Quindi trasformando e trascendendo il soggetto, ma mantenendone le salde radici storiche e narrative.

La Madonna col bambino donata al vescovo dall’artista

Il futuro ha radici nella storia

“Una chiesa del futuro in un tempo in cui facciamo fatica a immaginarlo – ha detto il vescovo – ma il futuro si costruisce se abbiamo radici e storia. E le due parrocchie di Cavernago e Malpaga hanno una grande storia”. Una storia, anche artistica, di antico e contemporaneo, che si rinnova e si sancisce, con questa significativa iniziativa fortemente voluta dall’Amministrazione comunale di Cavernago. Rosa Spina è capace di linguaggi visuali originali, se non inconfondibili, fusi in, e tra, fibre materiche di grande armonia e di ascetica eleganza.

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