Gli studenti fanno rivivere la "nostra" Villa Romana
Una serata di cultura e storia grazie ai ragazzi del liceo Salesiani di Treviglio agli scavi archeologici della Villa Romana di Palazzo Pignano

Un tuffo nel passato a Palazzo Pignano
La Villa Romana di Palazzo Pignano rivive grazia ai ragazzi del liceo trevigliese dei Salesiani. E' un tuffo ai tempi di Piniano e Melania quello che venerdì sera ha avuto luogo nell'Alto Cremasco.
Costumi da romani, una lingua mista tra il latino e il volgare e i racconti dello scrittore Plinio Il Giovane su come appariva nell’antichità il borgo. Così la settantina di visitatori presenti alla serata organizzata dall’Amministrazione comunale, ha potuto conoscere meglio il sito archeologico dove stanno lavorando studenti universitari e liceali che partecipano alle indagini rese possibili dalla collaborazione tra Università Cattolica di Milano, Soprintendenza per Beni archeologici della Lombardia, Comune e parrocchia, con il sostegno di sponsor privati locali.
Gli scavi alla Villa Romana in un volume
Prima sono stati accolti nella Pieve di San Martino, dove lo studioso Matteo Facchi, presidente della «Società storica cremasca», ha illustrato il volume realizzato sulla chiesa e i suoi tesori, seguito dal docente Furio Sacchi, che invece ha presentato il testo che rende conto dei risultati della prima campagna di scavi di quello che è un progetto triennale, quella del maggio-giugno 2016. Due lavori meticolosi, che hanno affascinato tutti, così come le slide proiettate per l’occasione.
Dalla storia all'archeologia
Poi, dalla teoria all’esperienza sul campo: la collega Nicoletta Cecchini ha invitato gli intervenuti, divisi in tre gruppi, a seguire le guide Silvia Nossa, Anna Zuffetti e quattro «romani»: Melania, alias Camilla Tassielli, la nonna che portava il suo stesso nome, alias Chiara Grava, una contadina, alias Chiara Gatti e Plinio Il Giovane, alias Riccardo Airaghi. Tutti del liceo classico dei Padri Salesiani di Treviglio. Con maestria, seppur non senza emozione, hanno spiegato in loco cosa gli occhi potevano osservare solo grazie alla luce fioca di qualche torcia posta tra le rovine... strappando applausi.
