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"Così grazie ai Mormoni ho ricostruito gli alberi genealogici di 4000 luranesi"

Generazioni di contadini poverissimi nella Bassa agricola: così Maurizio Nisoli di Brignano ha "riportato in vita" quattromila luranesi "dimenticati"

"Così grazie ai Mormoni  ho ricostruito  gli alberi genealogici di 4000 luranesi"
Cultura Gera d'Adda, 31 Gennaio 2021 ore 09:45

Le radici familiari incuriosiscono, sempre. Una comunità resiste al tempo, costruendosi attraverso le generazioni. A volte è un gioco, la ricerca delle radici, altre un lavoro, altre ancora un ossessione, è la ricerca di conferme o il bisogno di fugare dubbi. Qualunque sia il motivo, il lavoro puntuale e completo di Maurizio Nisoli, brignanese, ma per un paio di anni, dal 2018 sino a pochi mesi fa, residente a Lurano, non ha mancato di sollevare l'entusiasmo della popolazione.

I luranesi nati o morti tra il 1867 e 1900

Maurizio Nisoli

Nisoli, pensionato, ha infatti ritracciato, famiglia per famiglia i legami di quasi 4mila cittadini luranesi, nati o deceduti tra il 1867 e il 1900. Poi, con i dati alla mano e il software necessario per rappresentarli, ha pubblicato la propria fatica sulla pagina Facebook «Sei di Lurano se...», invitando i tanti cittadini che quotidianamente frequentano la pagina a contattarlo con il nome di un parente (nato almeno in quell'arco di anni), per conoscere, legate a quel nome, le ramificazioni familiari attestate dai registri comunali. E sapere, così, qualcosa in più della propria storia e della propria presenza famigliare nel territorio luranese.

Il portale degli antenati

«Tanti fanno le parole crociate, io invece mi sono messo a ricostruire alberi genealogici sulla base dei dati presenti gratuitamente sul "Portale degli antenati" (www.antenati.san.beniculturali.it) e poi dando loro una rappresentazione – ha raccontato Nisoli – La prima comunità che ho ricostruito completamente è stata quella di Camerata Cornello, in valle, da cui proveniva una parte della famiglia di mia moglie. Per varie ragioni ho vissuto a Lurano per un paio d'anni, tra il 2018 e il 2020, e ho quindi deciso, quale omaggio alla comunità che mi ha accolto, di dedicarmi completamente alla ricostruzione dei rapporti familiari, sulla base dei dati disponibili nel sito per la provincia di Bergamo, nei registri tra il 1867 e il 1900».

Uno degli alberi genealogici ricostruiti da Maurizio Nisoli

Grazie ai Mormoni

Le scansioni presenti nel sito sono le copie degli originali fatti dai Mormoni, sulla base di un accordo, risalente ad alcuni anni fa, con lo Stato italiano. La digitalizzazione degli archivi di stato civile e la loro pubblicazione nel «Portale degli antenati» si basa su un accordo firmato tra la nostra Direzione generale degli archivi e la direzione del progetto americano del «FamilySearch». Quest'ultimo è legato alla «Genealogical Society» nello Utah, stato dell'Ovest nordamericano, dove fu fondato nel 1894  dalla Chiesa di Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Generazioni di contadini poverissimi: si moriva per qualsiasi cosa

Il sito, tra le altre cose, contiene anche i registri del Regno d'Italia e quelli napoleonici, che risalgono sino alla fine del 1700. «Tramite un software ho scaricato i dati che m'interessavano – ha aggiunto Nisoli – Nel mio lavoro avevo ben chiare la delicatezza e l'importanza dei dati che maneggiavo, dietro quei dati ci sono vite, esperienze, emozioni, memorie familiari: sono i nomi, i legami, le annotazioni particolari di uomini e donne. Ma anche spesso, purtroppo, con numeri che sconcertano di bambini morti a pochi anni di vita, per incidenti, o per malattie come la difterite e la pertosse. Nel periodo considerato, le generazioni in una famiglia arrivavano sino a tre o quattro, si moriva d'ogni cosa – ha sottolineato Nisoli – Gli ultraottantenni saranno stati tre o quattro. Sino al 1870 circa, nei registri sono riportate insieme alle morti anche le cause, o altre annotazioni. Ricordo per esempio due morti per omicidio di due campari».

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Nella foto in alto: una scena da l'Albero degli Zoccoli, di Ermanno Olmi: uno spaccato sulla civiltà contadina della Bassa bergamasca negli ultimissimi anni dell'Ottocento 

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