Caravaggio

Così a Caravaggio i ragazzi riscoprono don Pidrì e la sua lingua: il bergamasco della Bassa

L'iniziativa della 3ª F dell’Istituto comprensivo «Mastri Caravaggini», insieme alla locale Bcc

Così a Caravaggio i ragazzi riscoprono don Pidrì e la sua lingua: il bergamasco della Bassa
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Riscoprire la figura di don Pietro Carni, «Don Pidrì», attraverso un’attività di ricerca e un reading teatrale sulla sua vita. A organizzare l’evento, messo in scena dalla classe 3ª F dell’Istituto comprensivo «Mastri Caravaggini», è stata nei giorni scorsi la Bcc Caravaggio Adda e Cremasco.

La figura di Don Pidrì a Caravaggio, e la sua lingua

«Un curato che ha vissuto nell’umiltà e nella generosità; la sua vita è stata dedicata agli altri, la sua carità non conosceva confini, ha fondato scuole, impegnandosi a togliere i giovani dalla strada, ha inviato aiuti monetari alle comunità povere nel Sud America - così gli organizzatori ricordano il sacerdote - Don Pidrí è stato cofondatore della Cassa Rurale di Caravaggio, conosciuta anche come Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio, la quale è un’istituzione che gioca un ruolo importante nella vita della comunità».

Il dialetto e la ricerca in paese

I ragazzi hanno studiato e utilizzato il dialetto di Caravaggio, «che presenta i suoni più dolci rispetto al bergamasco delle zone settentrionali della provincia» e hanno registrato con l’aiuto di cittadini di Caravaggio antichi proverbi e detti tipici dialettali. «Hanno lavorato in piccoli gruppi utilizzando tutti gli strumenti multimediali che le nuove generazioni sanno così bene piegare alle necessità di condivisione, realizzando approfondimenti legati agli aspetti socioeconomici-culturali di inizio secolo; pure la riscoperta della Rerum Novarum (storica enciclica di Papa Leone XIII, che pone le basi del movimento cooperativistico, ndr) ha fornito spunti di riflessione», proseguono gli organizzatori.
«L’aspetto centrale di tutto è stato lo spirito che distingue ogni comunità civile, cioè la solidarietà nella condivisione, perché nessuno rimanga indietro e che tutti possano avere pari opportunità», concludono.

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