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Angiola Gambarini maestra di scuola e di vita

Ha collaborato con il regista Olmi per il film L'albero degli zoccoli, da cui è nata una grande amicizia. Nel 1981 la creazione della Festa sull'aia

Angiola Gambarini maestra di scuola e di vita
Cultura 24 Settembre 2017 ore 18:17

Angiola Gambarini una maestra di vita. Mornico ricorda la maestra con una mostra alla cascina Castello, organizzata dagli «Amici della festa sull’aia». Fotografie con la famiglia, gli alunni, il carnevale e con il regista Ermanno Olmi. Poi i manifesti delle prime rappresentazioni teatrali in paese organizzate dalla maestra che tanto ha fatto per il tempo libero.

Angiola Gambarini: la vita

Angela Gambarini, a tutti nota come Angiola, nasce a Mornico il 30 marzo 1921 da Giovanni Gambarini e da Assunta Ferrari. Frequentò l’asilo e le scuole elementari del paese. I suoi insegnanti delle elementari furono i coniugi Francesco Selini e Maria che ritrovò, poi, come colleghi all’inizio della carriera magistrale. Continuò gli studi a Bergamo all’istituto delle Canossiane e nel 1940 ottenne il diploma di maestra. Nel 1941 vinse il concorso magistrale ottenendo la prima sede a Colle di Sogno, frazione del Comune di Carenno. L’anno successivo insegnò ad Opreno, frazione del Comune di Caprino Bergamasco. Poi passò alle scuole elementari di Martinengo. Negli anni 1945-48 andò a Cividate al Piano e nel 1949 ottenne la sede definitiva a Mornico.

L’impegno per i bambini

È nel paese natale che la maestra Angiola profuse il suo impegno, le sue migliori energie per il bene dei bambini a lei affidati nell’edificio dove ora ha sede la biblioteca comunale. Fu per moltissimi anni capogruppo delle insegnanti delle scuole elementari, fu anche segretaria del Patronato scolastico, teneva rapporti con l’Amministrazione comunale, con la Direzione scolastica di Martinengo prima e con Calcinate poi. Autrice di operette musicali, i concorsi di dizione, di disegno e di canto che tanto successo ottennero a Mornico e fuori, anche in ambito nazionale sulle reti televisive (spettacolo: «La scoperta dell’America») avendo come protagonisti i bambini. In queste manifestazioni fu persona ricca di estro, sensibilità e vivacità culturale, anche se occupata da interessi molteplici e sempre preoccupata di far crescere i bambini e dare loro istruzione e educazione.

L’impegno nella comunità

Il primo ottobre 1977, dopo 37 anni di servizio, andò in pensione. Poteva stare tranquilla, invece, libera di impegni scolastici, raddoppiò il suo impegno in campo sociale e culturale. Fece parte del gruppo parrocchiale caritativo, dei catechisti, si iscrisse all’Avis-Aido, alla Polisportiva, ma soprattutto dedicò buona parte del suo tempo alle attività della biblioteca, della quale fece parte fin dalla sua fondazione (1972).  Una persona dinamica, allegra che amava la vita e la lieta compagnia. La sua casa era un porto di mare. Si può dire che costituisse la sede di un circolo culturale.

La casa di Angiola Gambarini

Quante serate piacevoli si trascorrevano a casa sua assieme ad altri collaboratori della biblioteca per programmare le attività, a scrivere i testi e le presentazioni di spettacoli vari, a fare le prove del teatro. Sì, perchè lei amava molto il teatro, incarnava la tradizione mornicese, amava fare la regista di rappresentazioni teatrali. Numerosi sono gli spettacoli in lingua e in dialetto messi in scena. Quando Ermanno Olmi la conobbe, mentre nella zona girava «L’albero degli zoccoli», la tenne come amica e collaboratrice preziosa. Alcune scene del film furono girate nella sua casa ed ella stessa si intravide di sfuggita, come comparsa in una scena del film. (Nel momento in cui il contadino vede per terra lo zecchino d’oro).

Nel 1981 la creazione della Festa sull’aia

Oltre al teatro ella fu la principale artefice e trascinatrice di altre iniziative: le riviste musicali, i cineforum, i carnevali, i giochi con i giovani, i recitals natalizi con rappresentazioni in chiesa. Dopo l’incontro con il regista Olmi, nacque l’idea di una festa sull’aia per far rivivere e presentare alcuni aspetti del mondo contadino, finchè si concretizzò nel 1981 con il coinvolgimento di molte persone del paese. La «Festa sull’aia» è diventata ormai la festa più sentita di Mornico, per le sue proposte culturali, per i momenti di incontro, d’aggregazione e d’amicizia che essa offre. Angiola aveva la capacità di convincere e coinvolgere le persone in quello che si prefiggeva di fare.

La morte nel 1987

Aveva un animo giovanile, amava stare con i giovani, amava viaggiare soprattutto nel periodo estivo  con la sua carissima sorella Nina, anche in paesi lontani per conoscere il mondo. Uno dei suoi ultimi viaggi fu la gita con la biblioteca a Chioggia, nel settembre del 1987. La sera prima di partire era indecisa se partecipare o meno. Quella gita fu una sofferenza  per lei. Un mese dopo se ne andava. Era il 16 ottobre.  La notizia della sua morte lasciò nello sgomento tutti. Con lei moriva, si può dire, un’istituzione. Non ha lasciato scritti, era una donna d’azione, ma ha lasciato l’esempio di una operosità disinteressata e per molti lo stimolo di continuare come lei ha fatto.

L’intitolazione della biblioteca

Il suo ricordo è tuttora vivo e immutato nel cuore di quanti l’hanno conosciuta ed hanno saputo apprezzare le doti di signorilità e umanità. Dopo circa quattro anni dalla sua morte, la commissione biblioteca facendosi interprete anche del desiderio di buona parte della popolazione, decise, il 22 marzo 1991, di intitolarle la biblioteca ad Angiola Gambarini. Tra le testimonianze si disse anche di lei: «Fu maestra di scuola e di vita».

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