Cultura
Romano

Adelaide Comelli, la benefattrice dimenticata

Due secoli fa la consorte del tenore Giovan Battista Rubini entrava nella storia della città.

Adelaide Comelli, la benefattrice dimenticata
Cultura Romanese, 25 Marzo 2021 ore 16:55

Due secoli fa Adelaide Comelli, la consorte del tenore Giovan Battista Rubini entrava nella storia della città di Romano.

Il matrimonio con Rubini

Duecento anni fa si celebrò a Napoli il matrimonio che ha segnato la storia della città. Sabato è caduto un importante anniversario, il 13 marzo del 1821 il celebre tenore romanese, Giovan Battista Rubini sposò la sua consorte Adelaide Comelli. Era il maggio del 1819, quando Rubini, già famoso in tutta la penisola, ritornò, dopo una fortunata tournée, a Napoli e incontrò Adelaide Chamel di Bordeaux, giovane cantante formatasi al Conservatorio di Parigi. Con lei cantò, nel 1820, Il Barbiere di Siviglia di Rossini e in quei momenti scattò la scintilla che unì i due artisti. Il 13 marzo del 1821, infatti Rubini si sposò con la Chamel, che italianizzò il suo nome in Comelli. Probabilmente, per presentare la sua sposa alla famiglia, Rubini si recò a Romano all'inizio del 1822; il 16 marzo dello stesso anno, tornò a Napoli, dove visse fino al 10 di aprile del 1824. Durante questo periodo, i coniugi Rubini si esibirono cantando un vasto repertorio. Dal matrimonio non nacquero figli. La figura di Adelaide Comelli è stata storicamente collocata ai margini della celebrazione del marito.

Dal testamento al lascito per Romano

Il ruolo svolto dalla Comelli è stato fondamentale nella storia della città. Il 18 febbraio del 1850, Rubini aveva scritto di proprio pugno un testamento, lasciando la totalità dei suoi beni a sua moglie Adelaide, che visse fino 1874 e, d'accordo con la volontà del marito, destinò tutta la sua fortuna alla costruzione di un ginnasio, di un orfanotrofio maschile e di un ospizio per i musicisti anziani. Oltre a queste opere, Romano ricevette da Rubini un ospedale, una Congregazione di Carità, la Colonia Elioterapica, l'istituzione ricreativa maschile e femminile, e tante altre opere sociali che hanno a tutt'oggi, un’inestimabile valore. Grazie all'onestà e alla devozione di Adelaide Comelli nei confronti del marito della sua città natale, Romano ora può contare su un patrimonio culturale riconosciuto in tutta Europa.

Adelaide Comelli Rubini

Palazzo Rubini

Tra i lasciti c'è anche Palazzo Rubini che ospita il museo dedicato al tenore. Un palazzo che negli ultimi anni grazie alla sinergia tra Amministrazione comunale, Fondazione Opere Pie Rubini e Club Lions di Romano è stato riqualificato a partire dal patrimonio culturale conservato tra le sue mura. Nel maggio del 2018 infatti furono presentate le stampe appartenute al tenore, riqualificate grazie all'impegno del Club Lions Romano. Un'opera iniziata nel 2013. Le stampe dopo la cerimonia furono trasportate nell'archivio in attesa del risanamento degli ambienti interno di Palazzo Rubini.

"Palazzo Rubini rappresenta una parte importante dell'eredità culturale lasciata da Rubini alla città di Romano.- ha detto Abramo Bonomini, presidente della Fondazione Opere Pie Rubini – Nel corso del 2020, siamo riusciti a risanare gli ambienti interni del palazzo e a riportare nella loro sede le stampe storiche del tenore. Un risultato importante che segna il ritorno di un patrimonio significativo della collezione di Rubini nel museo, in attesa delle riaperture in cui tutti i visitatori potranno ammirarle".

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