«Cultura sotto le stelle» ci prova, ma la comunità non risponde

Si è concluso mercoledì il ciclo di serate letterarie del luglio sergnanese. La proposta è stata buona, ma il pubblico assente.

«Cultura sotto le stelle» ci prova, ma la comunità non risponde
Cultura 20 Luglio 2017 ore 02:21

Nonostante la qualità degli eventi della rassegna «Cultura sotto le stelle», la risposta dei sergnanesi ha deluso le aspettative.

Un luglio all'insegna della letteratura

Il Comune ci prova, ma la partecipazione alle serate di «Cultura sotto le stelle» scarseggia. Si è concluso mercoledì sera il luglio letterario organizzato dall’assessore alla Cultura Giovanna Ferretti in collaborazione con la biblioteca di Sergnano. Per tre mercoledì consecutivi la rassegna «Cultura sotto le stelle» si è proposta di intrattenere i sergnanesi, ma, nonostante la qualità dell’evento, la risposta della comunità è stata ai minimi termini.

Le tre serate

Il 5 luglio è stato presentato il volume «L’isola nella nebbia», raccolta di 15 racconti di altrettanti autori lodigiani edita da «Linee Infinite», ma ad ascoltare il relatore, il responsabile editoriale Simone Draghetti, è stata appena una decina di persone. Al secondo appuntamento è andata anche peggio, dal momento che la video-conferenza con la scrittrice Silvia Marchesini, che ha presentato il proprio romanzo d’amore «Morsi di luce», ha richiamato solamente una manciata di spettatori. Il trittico si è chiuso mercoledì con la presentazione del libro e film «Registan», scritto dallo stesso Simone Draghetti. Quest’ultima serata ha fatto registrare un miglioramento, con circa 20 persone tra il pubblico, che ha potuto ascoltare l’autore nel suo racconto della propria esperienza in Uzbekistan, esperienza dalla quale ha tratto spunti importanti per la seconda edizione del proprio romanzo thriller-avventuroso, che proprio in questi mesi si sta trasformando nell’omonima pellicola.

Il pubblico che non c'è

Un po’ amareggiato, a fine serata, l’assessore Ferretti: «In questi giorni a Sergnano non si vede in giro proprio nessuno – ha affermato. – È un peccato, perché sono state delle belle serate, eventi di cultura che lasciano qualcosa anche dopo che sono finiti».