Watsu, a Treviglio un corso per “tornare” nell’utero

L'effetto è un abbraccio caldo e rilassante, profondo e liberatorio "che riduce lo stress e l'ansia".

Watsu, a Treviglio un corso per “tornare” nell’utero
Treviglio città, 26 Marzo 2018 ore 19:16

Un massaggio in acqua calda, per tornare “nell’utero” e sperimentare un rilassamento fetale che abbiamo dimenticato. Si chiama watsu – crasi tra water, acqua, e shiatsu, la nota disciplina di massaggio orientale – la nuova tecnica di massaggio portata a Treviglio da Ygea, la società partecipata   che si occupa delle tre farmacie comunali, del centro di idrokinesiterapia e del Centro diurno. A Treviglio arriva il primo corso, tenuto da una nostra ex giornalista.

Una novità quasi assoluta

Si tratta di una novità (quasi) assoluta in provincia di Bergamo, dato che  al momento si pratica soltanto in una spa privata. Ora diventerà un corso, tenuto da Laura Crespi, ex giornalista del Giornale di Treviglio che ormai da circa tre anni si occupa di watsu  e che proprio al centro Idrokin ha tenuto negli scorsi mesi una serie di sessioni di watsu in un percorso dedicato alle donne vittime di violenza.

Un abbraccio caldo e liberatorio

Il massaggio watsu viene somministrato in una piscina con acqua bassa e calda. L’operatore che lo pratica è chiamato “maestro” e le posizioni che i corpi di massaggiatore e massaggiato assumono vengono chiamate “culle”. L’effetto è un abbraccio caldo e rilassante, profondo e liberatorio “che riduce gli effetti dello stress e gli stati d’ansia” spiega Crespi “ma che è utile anche per affrontare traumi e paure legate all’acqua”.

Massaggio immersi a 35 gradi

L’acqua calda a circa 35 gradi, temperatura simile a quella corporea, consente un rilassamento generale che, spiega Crespi, “è una condizione evocativa di memorie antiche, quelle del periodo trascorso nel grembo materno prima della nascita”.  Non solo: è in corso uno studio teso a dimostrare l’efficacia del watsu per chi soffre di fibromialgia.

Per le donne vittime di violenza

Non è peraltro la prima volta che a Treviglio si parla di watsu, anche se è la prima volta che un progetto del genere viene aperto al pubblico. Sono infatti una quarantina le sedute già avvenute negli scorsi mesi, nel contesto di un progetto di sostegno alle donne vittime di violenza realizzato con l’associazione La casa delle donne. In questo caso, il watsu ha aiutato le donne “a ritrovare un rapporto di fiducia con il proprio corpo, dopo il trauma subito”.

Open day al centro Idrokin

A presentre il corso stamani è stata la presidente di Ygea Flora Renzo, insieme a Crespi. Per chi volesse sperimentare il watsu, il corso si aprirà con un open day gratuito il 15 aprile, dalle 9 alle 12.30 al Centro Idrokin di viale 24 maggio.

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