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+VIDEO+ Falso prete truffava anziani in Bergamasca con l’aiuto di un (vero) finanziere. Arrestato dalla Finanza – TreviglioTv

+VIDEO+ Falso prete truffava anziani in Bergamasca con l’aiuto di un (vero) finanziere. Arrestato dalla Finanza – TreviglioTv
Cronaca 19 Maggio 2017 ore 14:57

Redazione, 19 maggio 2017

Falso prete truffava gli anziani, spesso disabili. Arrestato dalla Guardia di Finanza. Operava in Bergamasca. Guarda il video.

Si faceva chiamare Don Leo Scanderberg, ma in realtà era pugliese. Quarantaquattro anni, si presentava alle ignare vittime, spesso afflitte da seri problemi di natura psicologica, inducendole a corrispondere somme di denaro per non meglio precisate opere caritatevoli. Oppure, per “agevolarne” l’ingresso nel mondo del lavoro, in virtù delle millantate conoscenze con alti prelati del Vaticano o Funzionari dello Stato.

Con queste accuse  Pantaleo Valentino Castriota è stato arrestato al termine di una complessa indagine portata avanti dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bergamo, questa mattina. L’ordinanza finermata dal Gip Federica Gaudino, segue il lavoro certosino delle fiamme gialle coordinate dal Sostituto Procuratore Gianluigi Dettori. I militari hanno anche accertato svariati casi nei quali il falso sacerdote avrebbe officiato celebrazioni eucaristiche in abiti talari, in abitazioni private, nel corso delle quali avrebbe richiesto ed ottenuto somme di denaro per persone in difficoltà, o addirittura per finanziare progetti umanitari in Paesi africani, ma di fatto utilizzate per soddisfare i propri bisogni e vizi personali. Ma non solo: il sedicente sacerdote era aiutato nelle sue truffe anche da un ispettore della Guardia di Finanza stessa, in servizio in Toscana (e attualmente sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), che avrebbe effettuato accessi abusivi alle banche dati delle Fiamme gialle per ottenere informazioni da comunicare poi a Castriota, il quale le avrebbe strumentalmente utilizzate per concretizzare il proprio piano criminoso.  Ora il finto sacerdote è in carcere – che peraltro è stato anche portavoce della famiglia Scazzi, nelle settimane immediatamente seguenti all’omicidio di Avetrana – dovrà rispondere di circonvenzione di incapace e millantato credito.  

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