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Vaccini Covid-19, campagna di massa dal 12 aprile. Per gli anziani da vaccinare a domicilio pochi medici disponibili

A partire dalla prima settimana dopo Pasqua cominceranno le vaccinazioni a domicilio per gli anziani allettati. Ma solo quattro su dieci dal proprio medico di base

Vaccini Covid-19, campagna di massa dal 12 aprile. Per gli anziani da vaccinare a domicilio pochi  medici disponibili
Cronaca Treviglio città, 26 Marzo 2021 ore 16:49

Non comincerà prima del 12 aprile la campagna di vaccinazione anti Covid-19  “di massa” in provincia di Bergamo. Lo ha anticipato oggi, durante la consueta call settimanale tra i sindaci e Ats, il direttore generale dell’Agenzia di tutela della salute di Bergamo Massimo Giupponi, fornendo anche qualche dato sullo stato di avanzamento delle prime fasi di distribuzione del vaccino. Novità anche per quanto riguarda le vaccinazioni domiciliari per gli anziani allettati: cominceranno la settimana immediatamente successiva alla Pasqua, ma solo quattro anziani su dieci saranno vaccinati dal proprio medico di base. Le prime fasi: copertura quasi al 100%

Le prime fasi della campagna: a che punto siamo

Rispetto alla copertura, cioè alla percentuale di vaccini inoculati rispetto alle adesioni, la Fase 1 (sanitari) è praticamente conclusa: siamo al 99% sulla prima dose e al 100% sulla seconda dose.

La Fase 1bis (ordini professionali e sanità privata) è invece ancora indietro: 45% per la prima dose, 20% sulle seconde dosi. La percentuale sia alza però se si considerano i soli ordini professionali.

“Il lavoro sta proseguendo nonostante le difficoltà riscontrate sino ad oggi – spiega Giupponi – Il quadro sul territorio a livello regionale per gli over 80 vede ATS Bergamo con la percentuale più elevata di somministrazioni sulla prima dose. Stiamo usando il 96% delle dosi Pfizer disponibili per Ats. Chiaramente servono nuovi arrivi di vaccini. La scelta è stata di mettere in sicurezza la popolazione più a rischio”.

Cittadini over80:  copertura al 72%

La fase 1Ter è invece la vera prima “prova generale” della vaccinazione di massa. Riguarda infatti gli over 80enni di tutta la Lombardia. Tra questi, lo stato di avanzamento è del 72% sulla prima dose, mentre è ancora all’8% sulla seconda dose (ma ricordiamo che tra la prima somministrazione e la seconda devono passare 21 o 28 giorni, a seconda che si tratti del vaccino Pfizer o di Moderna.

Simili le percentuali sulla vaccinazione del cordone dell’Oglio, dove si vaccinano anche sessantenni e settantenni. “Siamo all’80% della prima dose e al 6% sulla seconda dose” spiega Giupponi. Ma la buona, anzi ottima notizia è che proprio in questi Comuni, anche con le sole prime dosi (e nemmeno tutte) inoculate sul totale delle adesioni, si vedono i primi risultati concreti: un abbassamento netto della curva dei contagi. Ne avevamo scritto anche QUI

Il quadro generale: lento decremento

In generale, Ats conferma che la terza ondata è arrivata al picco. “Il plateau è raggiunto e superato, la fase discendente è iniziata in anticipo sul resto della provincia – spiega Alberto Zucchi, direttore Servizio Epidemiologico Aziendale – Il tasso di occupazione dei posti letto Covid è monitorato quotidianamente: il sistema ospedaliero è molto impegnato (anche per i pazienti che arrivano da altre province), ma sta gestendo la situazione con grande professionalità, senza raggiungere i livelli di “sofferenza” della prima ondata”.

Rt sotto 1 in Bergamasca

Non è comunque escluso che si registreranno giorni di “rimbalzo statistico”, con un incremento dei dati. “Il senso complessivo della curva è comunque indirizzato verso il decremento (dato confermato dal numero medio dei casi incidenti su base settimanale che stanno calando)” prosegue Zucchi. Il tasso di positività dei tamponi è del 7,5%, mentre l’indice di trasmissione (Rt) è sotto l’uno.

I numeri della campagna di massa: obiettivo 20mila dosi al giorno

Dal 12 aprile, dunque, rifornimenti permettendo si dovrà cominciare davvero a correre, nei 22 centri vaccinali bergamaschi (e oggi l’Asst Bergamo Ovest di Treviglio ha aperto il suo quinto e ultimo hub, a Mapello, che servirà l’Isola). “I prossimi passaggi prevedono l’attivazione degli hub nei quali, tendenzialmente da metà aprile dopo la fase over 80, partirà la campagna vaccinale massiva – continua Giupponi – L’obiettivo posto da Regione Lombardia era di 17.000 dosi al giorno, ma con il coinvolgimento di tutti si arriva a 20mila, quindi non serve aprire nuove sedi”.

Oggi siamo a 5mila dosi al giorno

“Rispetto alle 3.700 dosi al giorno di due settimane fa, attualmente siamo a 5.000 vaccinazioni al giorno – continua Giupponi – Gli erogatori stanno facendo questi numeri nonostante le difficoltà a tutti note”. QUI i numeri degli ultimi giorni nei centri vaccinali della Bassa.

Le vaccinazioni in ospedale

Alcune categorie di pazienti verranno vaccinati in ospedale. Si tratta dei soggetti “estremamente vulnerabili”, già in carico alle Asst. Ats sta fornendo alle Asst le liste di queste persone, circa 40mila, “per evitare che i pluripatologici vengano chiamati da più ospedali: il rischio di qualche doppia chiamata rimane a il sistema renderà evidente l’avvenuta vaccinazione. Alcune ASST hanno già iniziato a vaccinare” continua Giupponi.

Le vaccinazioni a domicilio: pochi medici di base hanno aderito

A domicilio invece saranno vaccinate circa 10mila e 300 persone, a partire dalla prima settimana dopo Pasqua.  Si tratta di persone in Assistenza domiciliare, oppure “con evidenza di assegnazione di presidi per facilitare la movimentazione”. Allettati, dunque, che non è possibile trasportare ai centri vaccinali attivi.

Di queste, 3.993 persone (38,77%) verranno vaccinate dai medici di medicina generale; 6.307 (61,23%)  invece saranno vaccinati da  “erogatori privati dell’Assistenza domiciliare integrata”, che saranno ingaggiati con modalità a evidenza pubblica. Solo quattro su dieci, insomma, sarà vaccinato dal proprio medico.  Si comincerà però a breve.

“La prima settimana subito dopo Pasqua, terminata la fase over 80, inizierà la vaccinazione domiciliare” ha assicurato Giuseppe Matozzo, direttore sociosanitario ATS Bergamo.

Il numero di medici di base che ha aderito alla campagna vaccinale resta comunque basso, come la stessa Ats ammette nella nota diffusa oggi. In sostanza, riusciranno a vaccinare solo quattro anziani su dieci, mentre per gli altri sei Ats dovrà ingaggiare altro personale privato.

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