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Vacanza da incubo: 48enne viene azzannata da ippopotamo

I confronto, l'aggressione da parte di un cane avvenuta a Rivolta sembra una bazzecola. A una donna lecchese è andata decisamente peggio.

Vacanza da incubo: 48enne viene azzannata da ippopotamo
Cronaca Isola, 15 Gennaio 2018 ore 11:40

I confronto, l’aggressione da parte di un cane avvenuta a Rivolta nei giorni scorsi sembra una bazzecola. A una donna lecchese, in vacanza in Tanzania, è andata decisamente peggio. Ad azzannarla è stato nientemeno che un ippopotamo.

Disavventura per una lecchese

Protagonista dell’incredibile vicenda, raccontata da Settegiorni, è  una donna di Oggionno (Lecco) di 48 anni, Luisella De Capitani. Azzannata da un ippopotamo di oltre 2000 chili proprio mentre rientrava nel suo lodge nel parco di Ruaha, nel cuore della Tanzania.

Testimonianza choc

“Erano da poco passate le 16 del primo gennaio e insieme alla mia compagna stavo rientrando nel nostro lodge. Avevamo appena salutato una famiglia di amici, quando da un cespuglio limitrofo al sentiero è comparso un ippopotamo” ha spiegato il marito della donna. “L’animale spaventato a morte dalla nostra presenza ha iniziato a correre verso di lei… In un primo momento ci ha superati apparentemente senza vederci, si è fermato e ci ha fissati. Nella frazione di pochi secondi è accaduto l’inverosimile, l’ippopotamo ha ricominciato la sua folle corsa in direzione della mia compagna che ha compreso il pericolo e ha cercato rifugio in un vicino cespuglio, riparandosi il volto con il braccio». Un gesto istintivo e provvidenziale allo stesso tempo. «L’animale ha addentato il suo bicipite e con forza l’ha sollevata da terra».

Viaggio verso la salvezza

A bordo di una jeep la coppia ha affrontato un viaggio fino al campo di volo per le prime cure. Successivamente è stata trasferita in un ospedale sempre a tre ore di auto su strade sterrate.«Con il servizio di flight doctor e un piccolo piper attrezzato per il trasporto in barella con un medico abbiamo raggiunto Nairobi in Kenya» . Solo dopo altri due giorni e un terzo intervento la coppia ha avuto la certezza che il braccio era salvo e stabilizzato per poter affrontare il viaggio di rientro in Italia