Cronaca
Manifestazione

Una fiaccolata per la pace: Caravaggio scende in piazza contro la guerra in Ucraina

Appuntamento sabato 5 marzo alle 20.30, in Largo Cavenaghi. Poi la sfilata fino al Santuario.

Una fiaccolata per la pace: Caravaggio scende in piazza contro la guerra in Ucraina
Cronaca Gera d'Adda, 03 Marzo 2022 ore 09:30

Una fiaccolata per la pace in Ucraina. Tra le prime città della Bassa a scendere in piazza per manifestare contro l'aggressione russa all'Ucraina, c'è Caravaggio: il Comitato della Croce rossa caravaggino infatti si è fatto promotore in queste ore di una fiaccolata per la pace, cui hanno già aderito molti altri gruppi e associazioni cittadini. E' nata una rete di volontari, che si darà appuntamento sabato 5 marzo.

Contro la guerra: una fiaccolata fino al Santuario di Caravaggio

"Nell'esprimere viva preoccupazione per il rapido deteriorarsi dei rapporti internazionali in merito alla vicenda ucraina, come associazioni promuoviamo un appello alla mobilitazione, per una grande iniziativa a difesa della Pace, contro la guerra, per la composizione negoziale di tutte le tensioni presenti oggi in Ucraina" si legge in un documento diffuso dalle associazioni che hanno promosso l'appello.

Il 5 marzo alle 20.30, partenza in Porta Nuova

La fiaccolata prenderà il via in largo Cavenaghi (Porta Nuova) sabato 5 marzo alle 20.30. Da lì si porterà fino al piazzale del Santuario della Beata Vergine del Fonte, dove ci sarà un momento di riflessione, protagonisti alcuni giovani.

L'appello alla mobilitazione è stato diffuso in queste ore anche a tutte le scuole cittadine.

L'appello alla pace delle associazioni

Sono tante, in queste ore di angoscia, le associazioni di Caravaggio che hanno voluto esprimere la loro solidarietà al popolo ucraino impegnato nella difesa della propria libertà. Tra queste anche l'Acli, Agesci, Aido, Aiutiamoli a vivere, Amici di don Maurizio, l'Amministrazione comunale, Arkys, Alpini, Avis, Azione cattolica, Baristi e volontari dell'oratorio, Caritas, Chei de la Bosnia, Comunione e Liberazione, Corpo di Bacco, Croce rossa, Fondazione don Pidrì e don Pierino, Gruppo catechisti, Gruppo di San Bernardino, Movimento dei focolari e Libertas Caravaggio.

"A Caravaggio da tempo sono presenti persone di nazionalità ucraina, soprattutto donne che sono entrate nelle nostre case per aiutarci ad assistere i più anziani. Sappiamo che tra di loro ci sono quelle che sono tornate in patria e che nei giorni scorsi hanno salutato i figli in partenza per il fronte - hanno scritto i volontari di Libertas in una nota aderendo alla fiaccolata della pace del prossimo 5 marzo - Quindi la nostra solidarietà è anche verso persone conosciute che hanno già manifestato in piazza, con le bandiere nazionali, la loro sofferenza e la loro protesta. Alle espressioni di solidarietà si sono abbinate anche da noi alcune iniziative per la raccolta di beni di prima necessità da destinare alla gente dell’Ucraina, mentre l’Amministrazione comunale sta facilitando le pratiche per l’accoglienza di mamme con figli in fuga dalla guerra, alcune già arrivate in città".

Aiuti all'Ucraina

Varie Associazioni caravaggine con l’Amministrazione comunale hanno organizzato punti di raccolta di generi alimentari e farmaci a lunga scadenza, beni di prima necessità e indumenti presso il market di solidarietà in Largo Cavenaghi e presso gli Oratori di Masano e Vidalengo; donazioni in denaro possono essere fatte presso la tesoreria comunale – IBAN IT 71 C 07076 52770 0000 0017 0685 “Donazioni Aiuti per l’Ucraina”. Anche le donne ucraine a Caravaggio con l’Associazione culturale “Rinascita dell’Ucraina” propongono un punto di raccolta a Caravaggio in Via Roma, un locale che fa angolo con Vicolo Pellegrino Tibaldi, per gli stessi materiali, necessari per bambini e adulti.

"La Fiaccolata per la pace di Caravaggio si unisce idealmente alle tante già realizzate in tante parti del mondo; - concludono - si unisce anche ai tanti russi che si sono schierati contro l’invasione dell’Ucraina e che hanno manifestato il loro dissenso in Russia correndo grossi rischi personali, una drammatica posizione vissuta anche da giovani soldati di leva".

 

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