Al Papa Giovanni XXIII

Un mare di colori contro la paura: Ospedali Dipinti dona tre separé ai reparti pediatrici FOTO

Grazie alla collaborazione con l’associazione Il sogno di Iaia, i primi tre separé decorati dall’artista Silvio Irilli sono stati consegnati a Bergamo.

Un mare di colori contro la paura: Ospedali Dipinti dona tre separé ai reparti pediatrici FOTO
Cronaca Bergamo e hinterland, 25 Maggio 2020 ore 11:23

La Lombardia è considerata il vero e proprio ‘epicentro’ dell’epidemia del nuovo coronavirus che ha colpito il nostro Paese: tra le aree più colpite, la provincia di Bergamo, con oltre 12.600 casi. Negli ultimi tre mesi l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, fiore all’occhiello della sanità bergamasca, ha affrontato l’emergenza gestendo un numero elevatissimo e concentrato nel tempo di persone positive alla Covid-19, grazie al grande lavoro di medici e operatori sanitari.

Per questo motivo Ospedali Dipinti ha voluto donare ai reparti pediatrici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, attraverso l’associazione Il sogno di Iaia, i primi tre separé decorati con le coloratissime immagini acquatiche nate dalla fantasia dell’artista Silvio Irilli: un nuovo prodotto che va ad arricchire l’offerta del progetto Ospedali Dipinti, che porta il colore e l’allegria negli ospedali italiani.

Un mare di colori contro la paura

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«La donazione dei primi tre separé di Ospedali Dipinti all’Ospedale di Bergamo rappresenta per noi un messaggio di speranza per il futuro – afferma Silvio Irilli – questa città è stata colpita duramente dall’emergenza sanitaria e sta ripartendo con tanto coraggio e tenacia. L’Ospedale Papa Giovanni XXIII, il personale medico e sanitario e i suoi pazienti pediatrici hanno bisogno di tutto il supporto possibile: nel nostro piccolo abbiamo voluto fornire loro degli strumenti utili per organizzare le corsie e garantire privacy, ma che possono al contempo donare un sorriso ai piccoli pazienti, condividere un’emozione e aiutarli ad allontanare le paure, che è la mission principale del nostro progetto. Un grazie particolare a Intergraphica di Chieri che ha contribuito alla donazione, con la stampa digitale delle mie opere e ha partecipato con grande entusiasmo all’iniziativa».

I separé sono stati recapitati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII con l’intermediazione dell’associazione Il sogno di Iaia onlus, organizzazione no profit molto legata al territorio bergamasco e all’ospedale che si è preso cura di Iaia quando si è ammalata di un brutto male, anni fa.

Insieme a "Il sogno di Iaia"

«Da quando è scoppiata questa emergenza – dichiara la famiglia di Iaia – ci siamo chiesti come potessero sentirsi i bambini ricoverati e le loro famiglie. Abbiamo accolto con grande gioia e gratitudine la notizia della donazione dei bellissimi separé all’ospedale: ci riempie il cuore pensare alla meraviglia che proveranno i piccoli pazienti quando vedranno queste opere. Il nostro più sentito grazie a tutti per aver reso possibile questo sogno».

«Grazie a Ospedali Dipinti e a Intergraphica che con la loro donazione permettono al Papa Giovanni di essere ancora più a misura di bambino – commentano Lorenzo D’Antiga e Rossana Algeri, direttore e coordinatrice infermieristica della Pediatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII – Colori e immagini aiutano tantissimo a creare un contesto di cura meno traumatico per i bambini che si trovano a dover trascorrere del tempo in ospedale».

Ospedali Dipinti

Dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza coronavirus, appena sarà possibile il progetto Ospedali Dipinti proseguirà il suo ‘viaggio’ nelle strutture ospedaliere italiane, portando i suoi coloratissimi acquari, regni sottomarini, boschi e giardini incantati popolati da allegre creature nei reparti dedicati alla cura e all’accoglienza dei pazienti pediatrici: tra le prossime tappe, proprio l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

«Speriamo di poter tornare presto a portare il colore negli ospedali italiani: per l’Ospedale di Bergamo abbiamo in serbo, insieme all’associazione Il sogno di Iaia, un bellissimo progetto che non vediamo l’ora di poter realizzare», conclude Irilli.

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