Quarant’anni fa la tromba d’aria che devastò Spino

Era il 18 agosto 1977. Una tromba d'aria colpisce in pieno il paese causando un morto (di soli 17 anni) e 25 feriti.

Quarant’anni fa la tromba d’aria che devastò Spino
17 Agosto 2017 ore 15:28

Sono passati quarant’anni, ma il ricordo di quella spaventosa tromba d’aria è ancora vivo. E’ il 18 agosto 1977, siamo a Spino d’Adda (Cr). Poco dopo le 15 si scatena l’inferno: morirà una persona, altre 25 resteranno ferite e i danni saranno stimati per dieci miliardi di lire.

Un paese devastato

La tromba d’aria colpisce in pieno il centro abitato: il paese è devastato, ci sono auto ribaltate e case scoperchiate. Tra le via più colpite ci sono via Fratelli Rosselli, via Pascoli, via Cervi, tutte nei pressi della strada provinciale. A pochi passi è crollato il capannone di un’officina meccanica.E’ lì che si è consumata la tragedia. 

Antonio muore a 17 anni

La furia della tromba d’aria ha colpito in pieno l’officina di Mario Giurri (all’epoca aveva 53 anni). La struttura è crollata con le sue travi in ferro, i piloni di cemento e il tetto di lamiera. Il titolare è stato ritrovato sotto le macerie insieme ad altre due persone. Una, però, non ce l’ha fatta. E’ Antonio Boccalari, 17enne di Boffalora. Gravissimo anche il 50enne Gian Mario Ferretti, di Spino, che si trovava nell’officina per ritirare un autocarro.

Diversi i feriti

Non gravi, invece, le condizioni del titolare e di un dipendente Gian Mario Raimondi Cominesi, anche lui di Spino. Altre due persone sono, invece, state ricoverate all’ospsedale di Lodi dopo che la loro auto è stata centrata da un albero. Secondo la valutazione dei tecnici del Genio civile la tromba d’aria ha causato danni per dieci miliardi di lire.

Oggi come ieri

Sono trascorsi 40 anni, ma il Cremasco ancora oggi si trova ad affrontare trombe d’aria anche molto violente. E’ il caso di Campagnola Cremasca che qualche mese fa è stata devastata. Fortunatamente non è stata registrata nessuna vittima, ma lo spavento è stato tanto. Auto danneggiate e ribaltate, tetti scoperchiati. Uno scenario apocalittico.

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