Trofeo Dossena, una donazione per Amatrice

Niente cena di Natale per il comitato organizzatore, ma il ricavato è stato devoluto per sostenere la rinascita di Amatrice.

Trofeo Dossena, una donazione per Amatrice
11 Novembre 2017 ore 15:47

Trofeo Dossena, una donazione per Amatrice. Niente cena di Natale per il comitato organizzatore, ma il ricavato devoluto per le popolazioni terremotate.

Trofeo Dossena, una donazione per Amatrice

 

Un piccolo grande gesto per una situazione ancora drammatica. Il Comitato organizzatore del Trofeo “Angelo Dossena”, torneo internazionale di calcio riservato alla categoria Primavera, attraverso il presidente Angelo Sacchi, recatosi personalmente ad Amatrice, ha consegnato un’importante somma di denaro raccolta dai volontari cremaschi in favore popolazioni colpite dal terremoto. Diversamente da ogni Natale, infatti, lo scorso anno il Comitato ha deciso di rinunciare al momento conviviale e dare un aiuto concreto a chi ne aveva bisogno.

Trofeo Dossena

La donazione al sindaco-allenatore

La donazione del Trofeo Dossena è stata consegnata dal presidente Sacchi nelle mani del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, un vero uomo di sport, allenatore di calcio fino alla Serie D, e del presidente della ASD Amatrice, Tito Capriccioli.
“Dopo aver visto con i miei occhi quanto sia ancora tragica la situazione della comunità di Amatrice a più di un anno dal terremoto, sono lieto e orgoglioso della scelta del Trofeo “Dossena” di aver rinunciato alla cena di Natale 2016 – ha raccontato il presidente Sacchi – Gli edifici sono ancora diroccati, le infrastrutture completamente rovinate e la popolazione vive ancora in condizioni precarie: sembra che il terremoto sia arrivato proprio ieri.

Trofeo Dossena

C’è ancora tanto bisogno di aiuto

“C’è ancora tanto bisogno di iniziative in favore delle popolazioni terremotate, soprattutto ora che si sono spenti i riflettori delle televisioni e dei media su Amatrice – ha proseguito Sacchi – mi auguro che come il Dossena ci siano anche altri enti e società sensibili rispetto a questa causa. In passato ho avuto modo di conoscere realtà difficili anche in Albania e in altri Paesi, ma ad Amatrice è diverso: semplicemente non esiste più. Le transenne delimitano l’accesso consentito solo con permesso dell’Esercito Italiano: là dove la via principale era il cuore di Amatrice, oggi restano solo macerie”.

Il campanile fermo al terremoto

Ha resistito, invece, il campanile con l’orologio: segna ancora le 3.36, ora esatta del terremoto del 24 agosto 2016: “È un segno importante per la popolazione: l’immagine costante di un ricordo doloroso, ma anche il monito e lo stimolo a restare in piedi e guardare con forza al futuro, anche in una situazione ancora drammatica”, ha concluso Sacchi.

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