L'emergenza

Treviglio e Romano: stop ai ricoveri “differibili” e agli interventi chirurgici non urgenti

Gli ospedali della Bassa si preparano alla seconda ondata Covid.

Treviglio e Romano: stop ai ricoveri “differibili” e agli interventi chirurgici non urgenti
Treviglio città, 23 Ottobre 2020 ore 15:56

Stop a tutti i ricoveri “differibili” e a tutti gli interventi chirurgici non urgenti: gli ospedali di Treviglio e Romano si preparano alla seconda ondata Covid, con l’obiettivo di trovare spazio per accogliere centinaia di pazienti non gravi che potrebbero arrivare soprattutto dal Milanese, dove il contagio dal Coronavirus in queste settimane è esploso.

La road map per gli ospedali non-hub

E’ questa la «road map» tracciata per l’Asst Bergamo Ovest nel corso di una riunione dell’unità di crisi regionale per far fronte all’autunno caldo del Covid. I due ospedali della Bassa non saranno tra i 18 “hub” dell’emergenza, che ospiteranno i pazienti più gravi, ma avranno ugualmente un ruolo cruciale nel piano sanitario regionale: ospitare i pazienti meno gravi alleggerendo così la pressione sulle Terapie intensive degli  hub.

Per ora stop ai soli ricoveri, ambulatori aperti

Proseguiranno invece normalmente, per ora, l’attività dei Pronto soccorso, tutte le attività ambulatoriali e, sul fronte dei ricoveri, continueranno ad essere accettati quelli legati ad attività non differibili (Cardiologia, Oncologia), e all’area dell’infanzia e della nascita (Ostetricia, Neonatologia, Pediatria). Sul totale dei ricoveri, dunque, si tornerà alle regole e ai numeri di marzo, con una netta riduzione dell’attività ordinaria che passerà dall’attuale 70% al 20% nei giro dei prossimi giorni.

A spiegare cosa cambierà per la Bassa è il direttore generale dell’Asst Peter Assembergs.

Direttore, la seconda ondata sta arrivando e a Milano i dati sono preoccupanti: cosa cambia per gli ospedali di Treviglio e Romano?

«Vista l’escalation dei casi a Milano, da oggi (ieri, giovedì, per chi legge, ndr) si riduce drasticamente l’attività ordinaria a Treviglio e Romano. Dovremo trovare posti letto sia per i nostri pazienti che per i milanesi non critici, all’interno di un sistema di “scambio”: manderemo verso un hub della rete i nostri pazienti più gravi».

Il Pronto soccorso resterà normalmente operativo?

«Sì, per il momento non ci sono indicazioni diverse. Resta però la solita regola che vale sempre: non si va in Pronto soccorso per nulla. E ci sono ancora troppi “codici bianchi”. A maggior ragione in questo momento…».

Qual è la situazione dei ricoveri Covid attualmente?

«Nel reparto Covid di Romano, l’unico ancora aperto dalla primavera, siamo già passati da 14 a 28 posti letto, che si stanno velocemente occupando. In queste ore con la riorganizzazione in corso libereremo posti letto anche a Treviglio. Al momento abbiamo 17 ricoverati di cui 15 a Romano e due a Treviglio, in Terapia intensiva, uno dei quali in via di trasferimento. Non intubati, ma con il chip-up. Sono comunque, questi ultimi, “di passaggio” nella nostra Asst».

Leggi l’intervista completa sul Giornale di Treviglio, RomanoWeek e CremascoWeek in edicola oppure QUI sull’edizione online

Covid-19 nella Bassa: tutti i dati sul contagio Comune per Comune SFOGLIA

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