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Treviglio : E’ morto Pino Conti, la città e i commercianti in lutto

Treviglio : E’ morto  Pino Conti, la città e i commercianti in lutto
Cronaca 16 Ottobre 2016 ore 14:35

Pino Conti storico commerciante trevigliese è stato colto da un malore questa mattina, aveva 76 anni 

Un infarto non ha lasciato scampo a Pino Conti, titolare della storica bottega di viale Battisti, era l’ultimo alimentare generico al dettaglio rimasto sulla circonvallazione interna di Treviglio e aveva chiuso i battenti due settimane fa dopo 50 anni di attvità.

 Parole di cordoglio sono arrivate anche dal Presidente dei Commercianti Trevigliesi  Gabriele Anghinoni :” La città perde una grande figura, fu tra i primi a cooperare tra le realtà commerciali del nostro territorio”. 

 

Ecco la sua ultima intervista rilasciata per il Giornale di Treviglio raccolta da Giulia Conti 

La storia di un minimarket, di un uomo, e di un pezzo di storia del commercio trevigliese, chiuse in un nome. Quello di Pino Conti, che alla fine di questo mese abbasserà definitivamente la serranda, dopo circa mezzo secolo di attività. E’ un brutto colpo per il commercio di prossimità trevigliese, e per il centro storico in particolare, quello che deriverà dalla chiusura dell’ultimo alimentari «generico» rimasto all’interno della circonvallazione interna- Una decisione dovuta un po’ alla concorrenza della grande distribuzione e un po’ all’età.

«Quando ritirai il negozio era il maggio 1966 – ricorda lui, un po’ lottando contro il carattere schivo e riservato, dietro al sorriso pronto – Sono passati tanti anni e sono cambiate tante cose. Ho visto passare da me, a fare la spesa, generazioni diverse, con esigenze diverse, e con un diverso modo di concepire l’acquisto».

Il suo storico negozio, che ora porta l’insegna di «Punto Simply», in viale Cesare Battisti, è rimasto sempre lì.

Quando Pino Conti iniziò a lavorare dietro il bancone della carne aveva solo dodici anni. A quattordici il primo contratto «in regola». Dopo quattordici anni di lavoro come dipendente, il grande salto. La possibilità, colta al volo, di comprare l’attività. «Avevo ventisei anni – racconta – ed ero già in proprio: due anni più tardi mi sono sposato e questa attività è diventata ben presto a conduzione familiare. Mia moglie è sempre stata al mio fianco: un socio in affari sempre presente, nonostante le cinque gravidanze l’abbiano costretta a tratti a stare dietro le quinte. Ma anche i ragazzi hanno contribuito: tutti sono passati nell’azienda, ma ora hanno preso strade diverse.» 

Tra un racconto e l’altro si interrompe per servire un cliente. Conosce tutti i nomi, o quasi. Parla in dialetto,  sempre con il sorriso sulle labbra. Consiglia, chiacchiera, tergiversa: «E la moglie come sta?». Solo poi vende, incarta la spesa e incassa.

Immaginate la stessa scena in un ipermercato. Apriti cielo. «Competere con i grandi centri commerciali negli ultimi anni è diventato difficile – spiega – le generazioni cambiano: c’è più frenesia, più ricerca di varietà di uno stesso prodotto. Si cerca una qualità sempre migliore ad apporti calorici sempre più ridotti. E i conti… Beh, le tasse sono da pagare in anticipo e perciò appena il volume degli affari cala, il peso fiscale si fa insostenibile». Ma se il negozio chiuderà, la passione non va in crisi né in pensione. Pino continuerà infatti a far parte del mondo del commercio: rimarrà infatti presidente del gruppo di acquisto «Punto Lombardia», con magazzino a Truccazzano.

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