Cronaca
Filago

Travolto mentre lavora con il busto in un tombino: muore 34enne a Filago

Dai primi accertamenti pare che l'autista del mezzo investitore non si sia accorto della presenza dell'operaio perché la sua visuale era coperta da altri mezzi parcheggiati e non era segnalata da cartelli o transenne. 

Travolto mentre lavora con il busto in un tombino: muore 34enne a Filago
Cronaca Isola, 02 Settembre 2022 ore 17:54

Ennesimo incidente mortale sul lavoro in Bergamasca, questa mattina venerdì 2 settembre 2022. Un uomo di 34 anni, G.M, di Villa di Serio, dipendente della Italtrans di Calcio, è morto poco dopo l'infortunio, in ospedale. Lavorava come elettricista manutentore sul pavimento del piazzale esterno di una concessionaria di veicoli industriali, la Lodotruck di Filago.

Tragedia sul lavoro alla Lodotruck di Filago

Mentre era disteso con il busto piegato all'interno di un tombino per eseguire manutenzione elettrica, è stato investito da un mezzo in movimento sul piazzale. E' apparso subito grave, incosciente, ed è stato soccorso dal personale presente e poi rianimato dai sanitari del 118 intervenuti sul posto, prima di essere trasportato al Pronto Soccorso dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove si è constatato il decesso. Sono intervenuti sul luogo dell’incidente i tecnici di ATS Bergamo, dell’Ufficio Psal di Bonate Sotto ed i Carabinieri di Brembate. Dai primi accertamenti pare che l'autista del mezzo investitore non si sia accorto della presenza dell'operaio perché la sua visuale era coperta da altri mezzi parcheggiati e non era segnalata da cartelli o transenne.

Sulla vicenda indaga Ats Bergamo

"In via generale le operazioni di manutenzione all'aperto sono spesso fonte di aumentata pericolosità per gli addetti: quando vengono eseguite in aree aziendali o pubbliche dove potrebbero transitare mezzi in movimento (autocarri, muletti, automobili...) devono essere appositamente segnalate in modo evidente con cartelli o barriere o transenne che ne delimitano lo spazio di lavoro, a tutela dei lavoratori - è il commento di Sergio Piazzolla, Responsabile Area Specialistica Igiene e Sicurezza del Lavoro - Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria - Meglio sarebbe naturalmente interdire il passaggio momentaneo di mezzi durante le operazioni di manutenzione. A maggior ragione se le operazioni vengono svolte totalmente o parzialmente all'interno di tombini o aperture del terreno che possono nascondere alla vista l'operatore, le segnalazioni della sua presenza devono essere del tutto evidenti e percepibili da chi sopraggiunge, obbligandolo ad una deviazione del percorso oltre che ad una moderazione della velocità. La zona operativa deve essere ben illuminata e sgombra da altri ostacoli ( materiali, veicoli parcheggiati o macchinari) che ne impediscano la visuale. La presenza dei lavoratori deve essere comunicata a chi transita ed opera in quell'area. In due giorni nella nostra provincia hanno perso la vita due giovani lavoratori: Omar Ait Yussef di 31 anni e G.M. di 34 anni. Le dinamiche dei due gravi infortuni mortali lasciano tutto il mondo del lavoro bergamasco incredulo su quanto accaduto".

Si tratta infatti del secondo incidente mortale in provincia di Bergamo, dopo quello avvenuto ad Averara.

“Il momento che stiamo vivendo, visti anche gli importanti infortuni mortali accaduti in questi giorni in Italia, va affrontato con strumenti e azioni straordinarie per una situazione non più tollerabile - commentano i membri delle segreterie di CGIL, CISL e UIL di Bergamo Angelo Chiari, Danilo Mazzola e Daniele D’Elia esprimendo la propria vicinanza ai famigliari dei due giovani lavoratori - Una situazione che lascia un Paese e una provincia sfregiati nei suoi valori più fondamentali. Governo, sindacato e imprese devono trovarsi dalla stessa parte per dar vita a una nuova strategia nazionale che punti con determinazione ai temi di salute e sicurezza. La vita e la salute delle persone viene prima di tutto, Sicuramente prima del profitto e dei tempi di produzione. Va pianificato un grande investimento sulla formazione, introducendo la materia anche nei programmi scolastici. È necessario rafforzare il numero di ispettori e medici del lavoro presenti nella nostra provincia adeguandolo alla realtà produttiva del territorio e bisogna puntare su un’innovazione tecnologica finalizzata alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutto questo è possibile, utilizzando e reinvestendo le risorse che INAIL a livello nazionale non utilizza annualmente (1,5 miliardi all’anno”).

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