Morti bianche

Travolto e ucciso dal braccio della gru, i sindacati: "Già sette infortuni mortali in provincia"

L'ultima tragedia è accaduta in un cantiere edile di Milano dove a perdere la vita è stato Graziano Chiari, impresario 59 anni di Pontirolo.

Travolto e ucciso dal braccio della gru, i sindacati: "Già sette infortuni mortali in provincia"
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L'estate è appena iniziata, ma sono già sette i bergamaschi che hanno perso la vita sul posto di lavoro. "Una spirale che non sembra mai finire", così l'hanno definita i sindacati commentando l'ultima tragedia accaduta in un cantiere edile di Milano dove a perdere la vita è stato Graziano Chiari, impresario 59 anni di Pontirolo, investito da un braccio della gru che si è spezzato e lo ha colpito.

Sindacati uniti: "Sono due anni che chiediamo controlli"

E' dura la presa di posizionale delle tre firme sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Bergamo che hanno denunciato "preoccupazione e sdegno per quanto è successo e per i troppi incidenti che non è più possibile tollerare, e che richiedono ancora una volta, l’attenzione dovuta alla prevenzione e alla sicurezza nei cantieri edili, perché tragedie del genere non possono essere considerate accettabili".

“Sono due anni che chiediamo che si intervenga perché il boom del settore dell’edilizia, che ha riportato il settore a livelli pre covid, non debba tradursi nell’equazione più ore lavorate uguale a più infortuni e più morti sul lavoro - dichiarano Giuseppe Mancin della Feneal Uil, Simone Alloni della Filca Cisl e Luciana Fratus della Fillea Cgil di Bergamo - Ora restiamo in attesa degli accertamenti da parte degli organi preposti, affinché si chiariscano meglio l’esatta dinamica e le responsabilità sull’accaduto. Si deve infatti capire come il braccio di una gru arrivi a spezzarsi: l’attenzione alla manutenzione dei mezzi di cantiere deve essere attenta e accurata, e i limiti di carico previsti dal costruttore del mezzo vanno rispettati sempre. Rispetto delle regole e prevenzione sono fondamentali perché queste tragedie non si ripetano, insieme alla informazione e la formazione dei lavoratori. Sono questi gli strumenti più efficaci per contrastare gli infortuni nei luoghi di lavoro, insieme agli investimenti sulla sicurezza che devono essere prioritario per le imprese”.

Calderoli: "Cose del genere non devono più accadere"

"Esprimo il mio dolore e il mio cordoglio per l’imprenditore bergamasco deceduto dopo essere stato colpito dal braccio di una gru - ha commentato il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato - Una preghiera per questa ennesima vittima sul lavoro. E una domanda, perché ancora una volta siamo di fronte ad un braccio di una gru che non doveva spezzarsi: un eccesso di carico, e quindi qualcuno ha violato le regole, o un’anzianità di servizio della gru che non è stata controllata o mantenuta? Su questo farà luce la magistratura, andando fino in fondo, mi auguro, senza accontentarsi dell’apertura di un fascicolo che poi non vedrà risposte. Proprio gli ultimi sviluppi delle indagini sulla tragedia della funivia del Mottarone hanno dimostrato che bastava un controllo per decretarne la sostituzione della fune lesionata e della testa fusa, cosa prevista ma mai avvenuta, causando così 14 morti. Ora basta, cose del genere non possono più accadere.

I fondi del PNRR devono servire anche a questo, a sollecitare la sorveglianza, la prevenzione, i controlli, devono servire a obbligare alla sicurezza sul posto di lavoro, sicurezza che deve essere garantita non solo per i dipendenti ma anche per i datori di lavoro. Ora si semplifichi e si faccia una selezione delle norme basilari della sicurezza, che non possono essere una giungla di complicazioni e burocrazia: servono poche norme chiare, ma inderogabili ma quelle norme poi devono essere rispettate sempre, anche a costo di chiudere un’azienda, perché una vita vale sempre di più di qualunque azienda".

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