Tentò di fare una strage ai mercatini di Sondrio e ferì una bergamasca: è libero

La perizia ha stabilito che non è più pericoloso.

Tentò di fare una strage ai mercatini di Sondrio e ferì una bergamasca: è libero
Cronaca Treviglio città, 15 Febbraio 2019 ore 13:06

Non è più considerato pericoloso. Per questo Michele Bordoni, il giovane che aveva tentato di fare una strage con l’auto ai mercatini di Natale di Sondrio nel dicembre 2017 lascerà presto il carcere. Tra i feriti, anche una bergamasca rimasta poi invalida.

La perizia psichiatrica

Come riporta GiornalediSondrio.it, ieri, giovedì 14 febbraio 2019 è stata presentata la perizia psichiatrica. Perizia che riscontra che l’uomo non è più un soggetto pericoloso per la comunità. Per questo  Bordoni potrà presto lasciare il carcere nel quale si trova dal dicembre 2017 per essere accolto in una comunità.  Lì potrà continuare il percorso di riabilitazione psichica intrapreso dopo l’arresto. Il giovane di Poggiridenti era stato considerato incapace di intendere e volere al momento della tentata strage.

Tentata strage ai mercatini di Sondrio

Tutto era successo nel periodo natalizio e precisamente nel pomeriggio di sabato 9 dicembre 2017 nel cuore di Sondrio, in piazza Garibaldi dove era allestito il tipico mercatino Natalizio. L’episodio aveva fatto inizialmente scattare la paura per un gesto di matrice terroristica: Bordoni era riuscito ad entrare nell’area pedonale  con la propria auto investendo ben tre persone. Una di loro, la più grave, aveva riportato traumi al bacino e al femore. Si trattava di una  bergamasca che è  rimasta  invalida al 40%. Per le altre due persone solo ferite lievi.

Prima in carcere a Monza, poi il ritorno

L’accusa di strage era stata formulata dopo la ricostruzione dell’accaduto da cui è emerso che il giovane, incensurato e impiegato all’Enel, avrebbe voluto “uccidere indifferentemente una pluralità di persone”. Inizialmente trasferito al carcere di Monza per la presenza di una struttura medico-psichiatrica, dopo due casi di violenza scaturiti da liti con altri detenuti, era tornato in Valtellina nella casa circondariale di via Caimi.