Calcio

Tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine al presidio Usb davanti a Italtrans

La carica per liberare la Provinciale dai Tir, bloccati ai cancelli della grande logistica

Tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine al presidio Usb davanti a Italtrans
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Momenti di tensione ieri a Calcio, durante una manifestazione di protesta organizzata da alcuni aderenti al sindacato Usb per sostenere i lavoratori della cooperativa LaMeva, che operano nei magazzini della Italtrans di Calcio. Per tutta la giornata, fin dalle prime luci dell'alba,  il presidio davanti ai cancelli della grande logistica aperta nel 2019 ha rallentato le operazioni di carico e scarico da parte dei Tir diretti a Italtrans, causando una lunga colonna di decine e decine di mezzi pesanti, che hanno bloccato la provinciale Calciana.

Tensioni a Calcio, la Polizia carica il presidio che blocca i cancelli della Logistica

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La manifestazione, stando a quanto emerso,  è stata pacifica fino alla tarda mattinata, quando le forze dell'ordine intervenute per sorvegliare il presidio hanno deciso di intervenire per consentire ai camion di sbloccare la Statale: la colonna dei camion avrebbe infatti potuto raggiungere il casello Brebemi, che si trova a circa un chilometro di distanza. Il timore, stando a quanto emerso, era che si potessero generare problemi di sicurezza stradale e incidenti.

Le richieste di liberare temporaneamente i cancelli non hanno sortito effetti: i manifestanti hanno deciso di proseguire a oltranza. Polizia e carabinieri, in tenuta antisommossa e con gli scudi alzati, hanno quindi forzato il blocco dei manifestanti con una carica, cui è prevedibilmente seguita la reazione dei partecipanti al presidio.  Sono volati spintoni e botte, cui hanno partecipato anche gli addetti alla sicurezza del centro logistico. Diversi manifestanti sono stati bloccati a terra, e nella concitazione c'è stato anche un ferito: si tratta di un uomo di 36 anni, trasportato in codice verde all'ospedale di Romano. Le sue condizioni, fortunatamente, non sono gravi.

Migliori condizioni di lavoro per gli operatori della Logistica

Il presidio, avviato dal sindacato Usb, chiedeva alla cooperativa LaMeva un aumento  di livello per i lavoratori impegnati nella mega logistica, buoni pasto, e premi di risultato meglio distribuiti.   La cooperativa, spiegano su Facebook alcuni esponenti dell’organizzazione sindacale, è accusata di utilizzare i lavoratori con contratti da 6 ore, chiedendo però in realtà fino a 12 ore di lavoro, su 6 giorni a settimana di lavoro. Turni e carichi di lavoro "disumani con buste paghe misere", quelli che toccano, continuano i sindacalisti, centinaia di lavoratori soprattutto stranieri, nella logistica.  La risposta dei vertici alle richieste di migliori condizioni di lavoro sarebbe arrivata con trasferimenti punitivi, un licenziamento e una raffica di contestazioni disciplinari. Da qui il presidio, cui hanno partecipato anche sindacalisti provenienti da diverse logistiche del Nord Italia.

Manifestazione davanti alla Prefettura sabato alle 11

Così il sindacato Usb in una nota.
"I lavoratori facenti capo alla cooperativa LaMeva, che ha la sede legale in uno studio di consulenza aziendale di Bergamo, sono scesi in sciopero alle prime luci dell’alba per protestare contro il licenziamento di un delegato USB e chiedere migliori condizioni di lavoro, sicurezza, applicazione del contratto e il riconoscimento dei buoni pasto, dando vita a un presidio nel piazzale di fronte alla Italtrans, mentre alcuni facchini sono riusciti a salire sul tetto in segno di protesta. Il presidio è stato violentemente caricato dalla polizia in assetto antisommossa, supportata dalla sicurezza Italtrans. Un lavoratore è stato ferito gravemente e prima di essere soccorso da un’ambulanza è rimasto a lungo a terra, sorvegliato a vista come un criminale dai carabinieri e minacciato dagli addetti alla sicurezza. I lavoratori Lameva, che opera per conto di Italtrans, affrontano ogni giorno turni e carichi di lavoro disumani con buste paghe misere, subendo trasferimenti e licenziamenti punitivi, sanzioni disciplinari, vessazioni e discriminazioni se si iscrivono all’Unione Sindacale di Base. USB da mesi chiede un incontro all’azienda, che evidentemente preferisce non ascoltare le richieste dei lavoratori, continuando ad accumulare profitti sulle schiene spezzate dei facchini. Perché un’altra inaccettabile criticità a Italtrans è l’assenza di sicurezza: se un lavoratore subisce un infortunio viene licenziato con motivazioni pretestuose. Le cariche della polizia dimostrano, ancora una volta, che i dispositivi di sicurezza dello Stato sono posti a protezione dei profitti delle aziende e mai a difesa di diritti di chi lavora. La repressione e le manganellate non fermeranno le lotte dei lavoratori, pronti a scioperare ancora fino alle feste natalizie in difesa dei propri diritti, per un lavoro ed un salario dignitoso, per la sicurezza. Lo sciopero a Italtrans continua. Sabato 17 manifestazione alle ore 11 alla Prefettura di Bergamo, in via Tasso.

 

 

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