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All'aeroporto di Orio al Serio

Tampone negativo per poter partire, ma i certificati erano falsi: denunciati due indiani

Per questo due cittadini indiani, che gestivano due agenzie viaggi a Bolgare e Milano, sono stati denunciati.

Tampone negativo per poter partire, ma i certificati erano falsi: denunciati due indiani
Cronaca Bergamo e hinterland, 01 Aprile 2021 ore 14:18

Vendevano ai loro clienti un “pacchetto viaggio” completo in cui allegavano anche falsi certificati di tamponi anti Covid mai eseguiti. Per questo due cittadini indiani, che gestivano due agenzie viaggi a Bolgare e Milano, sono stati denunciati.

Falsi test negativi per partire

L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato in servizio presso l’Ufficio di Frontiera di Orio al Serio a conclusione di un’indagine che ha portato alla denuncia in stato di libertà per falso materiale in atto pubblico commesso da privato. Nei guai S.L., indiano, 20 anni, regolare in Italia e titolare di un’agenzia viaggi a Bolgare e C.M., 38 anni, anche lui indiano e titolare di un’altra agenzia con sede a Milano.

Controlli in aeroporto a Orio

L’indagine è partita da un controllo sulla documentazione dei passeggeri in partenza per Amritsar (India) con scalo a Istanbul (Turchia) lo scorso 6 marzo. Gli agenti hanno individuato almeno 25 certificati, recanti l’esito negativo del tampone anti-Covid effettuato nelle 72 ore prima e necessario per imbarcarsi, quanto meno sospetti. A quel punto gli uomini della Polizia di Stato hanno contattato i laboratori clinici che avrebbero rilasciato le certificazioni confermandone la contraffazione.

Rilasciavano certificati contraffatti

I certificati erano stati tutti rilasciati da un’agenzia di Bolgare all’interno della quale è scattata la perquisizione. Gli agenti hanno, infatti, scoperto stampe di certificati per test Covid, elenchi di viaggiatori al cui nome veniva associato la parola certificato e files custoditi nei Pc aziendali con campi modulo per la compilazione delle informazioni relative all’inserimento dei dati del paziente, della data e dell’ora di rilascio e del nome del medico compilatore.

Il 20enne ha ammesso le proprie responsabilità spiegando di aver percepito dai 20 ai 70 euro per ogni certificazione rilasciata. La stessa situazione è stata riscontrata a Milano dove sono stati sequestrati pc, smartphone e materiale informatico. Denunciati anche i passeggeri che avevano acquistato e fornito in aeroporto documentazione falsa.

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