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Libretti postali clonati cento i coinvolti

Riciclaggio, usura, truffa, appropriazione indebita, estorsione, contraffazione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Altro?

Libretti postali clonati cento i coinvolti
Cronaca 28 Ottobre 2017 ore 17:40

Libretti postali clonati: cinque arresti.

La banda

Riciclaggio, usura, truffa, appropriazione indebita, estorsione, contraffazione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Altro? No, ma è già lunga la collezione di reati commessi da cinque soggetti arrestati ieri dalla Polizia tributaria di Bergamo, al termine di una maxi operazione.  Una Suburra bergamasca e bresciana.

Trecentomila euro

Il Gip Federica Gaudino ha disposto la custodia cautelare in carcere e il sequestro per equivalente di oltre 300.000 euro. L’operazione delle Fiamme gialle giunge al termine di un’articolata attività investigativa, coordinata dal Sostituto Procuratore Emanuele Marchisio, nell’ambito della quale sono già stati tratti in arresto in flagranza di reato 11 soggetti e denunciate 95 persone.

Libretti postali clonati

Il servizio ha preso avvio a seguito della denuncia di due correntisti di Poste Italiane  che si erano visti svuotare, grazie alla “clonazione” del loro libretto postale e all’utilizzo di documenti contraffatti, l’intero saldo di un libretto, oltre 300mila euro, i risparmi di una vita. I Finanzieri si sono messi subito sulle tracce dei truffatori, fino a scoprire l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere, composta da pregiudicati bergamaschi e bresciani, con sede ad Azzano San Paolo. Qui, i vertici dell’organizzazione criminale disponevano di una stamperia professionale clandestina utilizzata per creare documenti d’identità contraffatti (carte d’identità, sia cartacee che in formato elettronico, patenti di guida, codici fiscali) e a clonare carte di credito/debito e bancomat.

Lunghe indagini

Attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti, video riprese i militari della Guardia di Finanza hanno ricostruito gli illeciti traffici della banda. Attraverso l’uso di documenti falsi, noleggiava autovetture e camper con documenti d’identità falsi, li privava dei segnalatori/ricevitori GPS, li trasferiva all’estero (Austria, Germania, Paesi dell’Est Europa), per poi rivenderli dopo averne falsificato targhe e libretti di circolazione. I proventi derivanti dalla vendita dei mezzi venivano depositati su conti esteri dai quali, periodicamente, alcuni “corrieri” prelevavano denaro contante da riportare in Italia.

Usura: il tasso era del 552%

Sono stati ricostruiti oltre due milioni di euro di riciclaggio derivanti da tali operazioni. Le indagini hanno condotto anche alla scoperta di diversi casi di estorsione ed usura con l’arresto in flagranza dell’estorsore e la denuncia di un soggetto dedito alla concessione
di prestiti con tassi fino al 552%.

I clandestini, le banconote, l’oro

La banda era dedita anche al favoreggiamento all’immigrazione clandestina di 60 soggetti extracomunitari i quali, in virtù di false assunzioni  attestanti il loro inserimento nel mondo del lavoro, hanno ottenuto il rilascio del relativo permesso di soggiorno. E’ scattata anche la denuncia per ricettazione di banconote false e lingotti d’oro, da parte di un faccendiere dedito a truffe finanziarie con la complicità dell’amministratore di una concessionaria di moto.

Mega sequestro

Complessivamente, l’attività investigativa ha portato a sgominare l’intera banda criminale, al sequestro di 629mila euro in titoli al portatore e 67mila euro in contanti, 4 lingotti d’oro ed 1 d’argento, 250 carte di credito/bancomat clonate, numerosi documenti d’Identità contraffatti, 14 orologi di rinomate marche (sei Rolex, due Cartier, due Wacheron Constantin, un Patek Philippe, un Audemars Piguet, un IWC  Schaffhausen e un Baume & Mercier) di provenienza illecita, 5 autovetture, 40 Smartphone, 20 computer, numerosi campioni di banconote estere da contraffare, un disturbatore di segnale GPS (utilizzato per depistare le indagini), 1 pistola con matricola abrasa, oltre a 130 proiettili, 2 pugnali da combattimento illegalmente detenuti e un sigillo di Stato contraffatto, un’ampia scorta di materiale necessario a produrre documenti e carte contraffatti e la stessa stamperia clandestina.

Bergamaschi e bresciani al vertice

Il Gip nella sua ordinanza osserva come le indagini hanno fatto emergere un inquietante spaccato di criminalità, composto da soggetti operanti nella bergamasca e nel bresciano, da tempo dediti a svariate attività illecite.

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