Labrador avvelenato

"Sono stato avvelenato da qualcuno che sa solo odiare": la storia del labrador Beethoven commuove il web

Ha commosso migliaia di persone la lettera scritta dal proprietario di Beethoven, labrador di sette anni morto per avvelenamento.

"Sono stato avvelenato da qualcuno che sa solo odiare": la storia del labrador Beethoven commuove il web
Cronaca 06 Marzo 2021 ore 09:02

Migliaia di messaggi di vicinanza, cordoglio e condanna per il colpevole da tutt'Italia per il padrone del labrador, anche dal leader della Lega Salvini.

Labrador avvelenato

La notizia è stata diffusa nella giornata di ieri dai nostri colleghi di PrimaSaronno all'interno di questo articolo. Il fatto è avvenuto a Fagnano Olona, provincia di Varese, dove il padrone di Beethoven, labrador di 7 anni, ha scritto una lettera affissa fuori da casa e presentato una denuncia: il suo cane sarebbe stato ucciso da un boccone avvelenato ingerito durante una passeggiata. “Era come un figlio, non mi do pace. Ha sofferto le pene dell’inferno e non ho potuto fare nulla. Se qualcuno ha visto qualcosa avvisi i carabinieri”. Il suo messaggio ha commosso tutti, arrivando anche alla politica nazionale.

“Sono stato avvelenato, ho sentito papà piangere e disperarsi ma era tardi”

Continuano i ritrovamenti e purtroppo continuano anche le vittime. I bocconi avvelenati continuano a rappresentare una minaccia per tutti i cani e capita spesso che nonostante l’attenzione di chi li porta a passeggio qualcuno venga ingerito, con conseguenze tragiche. Così è successo a Beethoven, un labrador di 7 anni, la cui storia raccontata in una lettera scritta dal proprietario Max Piro e affissa su un portone a Fagnano ha rapidamente fatto il giro delle cronache nazionali.

La riportiamo integralmente:

Il mio nome era Beethoven, avevo solo 7 anni… e insieme al mio papà, vivevo in questa casa ed ero felice… Papà mi aveva portato in questa cittadina, perché mi aveva detto che qui al Nord i cani venivano trattati bene… e io mi fidavo ciecamente del mio papà… lui mi amava!!! Amavo stare vicino a lui, anche quando viaggiava… Mi accucciavo sul sedile posteriore dell’auto e mi rilassavo perché con papà mi sentivo sempre al sicuro. Mi piacevano le passeggiate, ero un labrador e per me annusare i profumi della natura era tutto…

Qui a Fagnano avevo conosciuto tante persone, e tutte mi salutavano e mi regalavano carezze… e io ero felice… Tante volte papà suonava la chitarra e io mi accucciavo vicino a lui e le sue note mi rilassavano… fino a dormire… Ero sempre al suo fianco e bastava uno sguardo per capirci…

Poi, una mattina di mercoledì, dopo la passeggiata di fronte casa, qualcosa è cambiato… Sono stato male… E dopo 4 giorni di agonia e dolori forti ho chiuso gli occhi per sempre…

Il 23 febbraio, alle 7.15 il mio cuore ha smesso di battere… Sono stato avvelenato da qualcuno che non sa amare ma solo odiare noi cani… Ho sentito il mio papà piangere e disperarsi ma era tardi…

Ora riposo in pace ma nel mio nuovo mondo corro felice perché so che un giorno rivedrò il mio papà… E nessuno più ci dividerà…

Alla lettera è ovviamente seguita la denuncia nella speranza che si riesca a individuare e consegnare alla giustizia chi ha avvelenato il cane. Nel frattempo sono arrivati centinaia e centinaia di messaggi di vicinanza e solidarietà al proprietario di Beethoven, e la sua storia è arrivata anche al leader della Lega Matteo Salvini: “Non si augura il male a nessuno, ma in questo caso la voglia mi viene… Maledetto. Un abbraccio a Max, un pensiero per il suo amato Beethoven”.

“Mi hanno ucciso un figlio. Non trovo pace”

Le parole di Piro, a distanza ormai di diversi giorni, sono ancora strazianti:

“E’ un dolore devastante che non mi abbandona, per me era come un figlio – ci racconta – Fin da quando è entrato nella mia vita l’ha riempita d’amore. Non passa giorno in cui io non pianga, ringrazio il senatore Salvini e tutti coloro che in questi giorni così difficili e colmi d’angoscia mi hanno dimostrato affetto e tanta solidarietà, sono stato subissato di messaggi.

Grazie davvero a tutti, ma nonostante questo affetto la mia sofferenza non trova pace. Il mio Beethoven è entrato nella mia vita nel 2013, mi ero trasferito in Sicilia per amore di una donna, quella storia poi è finita ma lui ha colmato il dolore ed è stata la mia luce in tutti questi anni. Non riesco a darmi pace perché non ho potuto aiutarlo, la morte per avvelenamento è una delle peggiori. Ha sofferto le pene dell’inferno e io non ho potuto fare nulla. E’ stato straziante assisterlo e vederlo morire senza poterlo in alcun modo aiutare.

Ho presentato denuncia ai carabinieri, che sono stati davvero meravigliosi, ora stanno andando avanti con le indagini nella speranza di poter individuare i responsabili. Sono persone vigliacche. Episodi di questo tipo succedono quasi quotidianamente e difficilmente si riesce a risalire agli autori, la mia speranza è che se qualcuno per caso dovesse aver visto qualcosa lo segnali ai carabinieri per mettere fine a questa malvagità. Non riesco a darmi pace. In questo anno così difficile, senza musica e nell’impossibilità di lavorare avere lui accanto mi aveva salvato”.

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