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Smog – Valori alle stelle, ma i Comuni non intervengono – I DATI

Il dilemma dei sindaci e lo smog: "Come si può bloccare in modo così pesante il traffico, quando in mezzo ai paesi passano strade di grande percorrenza?"

Smog – Valori alle stelle, ma i Comuni non intervengono – I DATI
Cronaca 21 Ottobre 2017 ore 17:19

Che cosa c’è nell’aria che respiriamo? A giudicare dai dati raccolti e pubblicati da Arpa Lombardia non c’è da star tranquilli: la qualità dell’aria, quando ci va bene è classificata come «scadente», se non addirittura «pessima», quanto a smog.

Nella Bassa  pochissime adesioni alle misure anti smog

Ecco i valori registrati il 15 ottobre.

Scatta l’allarme pm10

Come ogni autunno anche quest’anno è scattato, puntuale, l’allarme inquinamento. E Regione Lombardia corre ai ripari.  A fare da barometro della qualità dell’aria sono le famose «Pm10»: polveri supersottili che penetrano nel sistema respiratorio con conseguenze anche gravi per la salute. Il limite di allerta è di 50 microgrammi di «Pm10» per metro cubo di aria. Se il livello sfora il limite per più di 3 giorni scattano le misure cosiddette «di primo livello».

Chi si ferma nei grandi Comuni

Stop alle auto diesel fino alle Euro4 dalle 8.30 alle 18.30 e ai veicoli commerciali fino alle Euro3 dalle 8.30 alle 12.30. Vietato anche accendere camini e stufe a legna per il riscaldamento domestico, che non deve in ogni caso mai essere settato a più di 19 gradi. Nel caso in cui queste misure non fossero sufficienti allo scattare del decimo giorno di superamento dei limiti le limitazioni saranno ancora più stringenti. Blocco dei veicoli commerciali diesel fino all’Euro3 dalle 8.30 alle 18.30. Gli Euro4 dovranno invece restare fermi fino alle 12.30. Gli automobilisti che non rispetteranno le limitazioni previste dall’ordinanza si vedranno recapitare una multa che varia dai 75 ai 450 euro. Per il riscaldamento domestico la sanzione prevista varia invece da 500 a 5mila euro.
Le misure sono obbligatorie solo per i Comuni con più di 30mila abitanti mentre l’adesione dei più piccoli è lasciata alla volontarietà degli amministratori. Eppure, guardando la mappa della qualità dell’aria predisposta dall’Arpa, nella Bassa l’aria spesso è addirittura peggio di quella di Milano.

Pochissimi Comuni aderiscono volontariamente

Ciò nonostante sono in pochi i sindaci che, almeno per il momento, hanno deciso di aderire. Le motivazioni sono varie e spesso sono strettamente legate all’inquinamento stesso: come si può, si chiedono i sindaci, bloccare in modo così pesante il traffico quando in mezzo ai paesi insistono poi strade di grande percorrenza percorse ogni giorno da migliaia di persone che si recano al lavoro?

Cresce il pendolarismo

I dati sul pendolarismo sembrano dar ragione agli amministratori: dal 2001 al 2011 gli abitanti dei paesi tra l’Adda e l’Oglio che lavorano in un comune diverso da quello di residenza sono cresciuti di 12mila unità. I nostri paesi stanno diventando sempre di più un «dormitorio» per cittadini sempre in viaggio, che spesso si sono spostati dalle metropoli in cerca di tranquillità e case a prezzi contenuti, portandosi dietro anche lo smog.

Pontirolo, la mosca bianca

Unico Comune della Bassa ad aderire alle misure volontariamente è stato Pontirolo. “Siamo inseriti nell’area critica, quindi vogliamo dare il nostro contributo, per quanto piccolo sia” spiega il sindaco Gigliola Breviario. “Non si punta il fucile contro nessuno, ma si cerca di sensibilizzare al problema”. Ma ci sono stati parecchi problemi, al via.

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