Il sìndech covese appoggia la lotta alle nutrie targata wwf

Nutrie: è ora di dire basta. A lanciare l'allarme questa volta non è stato qualche agricoltore, bensì il Wwf

Il sìndech covese appoggia la lotta alle nutrie targata wwf
Romanese, 18 Dicembre 2017 ore 15:17

Nutrie: è ora di dire basta. A lanciare l'allarme questa volta non è stato qualche agricoltore. Bensì il Wwf, il quale recentemente ha detto che il fenomeno "nutrie" va risolto, anche con l'abbattimento. Proposta che ha trovato il pieno appoggio da parte del primo cittadino covese Andrea Capelletti.

No alle nutrie

Il suo nome tecnico è "Myocastor coypus", più semplicemente detta nutria. Originaria del Sud America, questa specie animale fu poi importata in Europa, con un danno collaterale all'agricoltura e alla fauna locale inimmaginabile. Questo fenomeno tende ad aumentare più che diminuire. E a lanciare l'allarme ci ha pensato, stavolta, il Wwf, che ha detto che è ora di darci un taglio. Letteralmente in questo caso, perché l'organizzazione mondiale a favore dell'ambiente ha giudicato positivo, in caso di necessità, ricorrere all'uccisione degli animali.

Una specie minacciosa per l'ambiente

La nutria è infatti una specie alloctona invasiva: una minaccia per quelle autoctone. E' perciò una specie da eradicare, proprio per preservare la biodiversità del nostro territorio. Questa è per lo meno la posizione del Wwf che specifica però che l'abbattimento dovrà avvenire in modo opportuno. I metodi di soppressione devono essere indolori e a norma con le leggi vigenti. E' prevista pure la possibilità di ricorrere al cloroformio.

L'appoggio di Capelletti

A sostenere il Wwf ci ha pensato direttamente il sindaco covese, commentando la notizia sulla sua pagina ufficiale Facebook. Non senza qualche polemica. "Contrariamente ad altre associazioni animaliste - ha scritto - che vivono di estremismo ideologico, il Wwf dimostra di avere una posizione intelligente, concreta e con fondamenti ragionati. Il comune di Covo da 3 anni la sua parte la fa, da una parte incentivando il ripopolamento con specie animali autoctone, dall'altro sostenendo economicamente e amministrativamente l'abbattimento dei nocivi tra cui le nutrie".