Siluro da 20 kg pescato nell’Oglio

Un altro “river monster nostrano”, dopo quello di Fara. Pesa 20 chilogrammi. Si tratta del secondo siluro pescato in un mese lungo le rive della Bassa nel fiume Oglio.

Siluro da 20 kg pescato nell’Oglio
Cronaca Romanese, 04 Agosto 2018 ore 13:36

Un altro “river monster nostrano”, dopo quello di Fara. Pesa 20 chilogrammi. Si tratta del secondo siluro pescato in un mese lungo le rive della Bassa nel fiume Oglio.

La cattura ieri

Ancora un pesce siluro nell’Oglio. Il mostro fluviale è stato pescato ieri nel Fiume che attrversa perte della Bassa bergamasca e bresciana. Pesa 20 chilogrammi l’esemplare di ieri.

I precedenti nella Bassa

Ai primi di luglio un altro siluro era stato pescato nello stesso fiume Oglio, a Palosco. Anche quella volta il river monster aveva le dimensioni di un metro e mezzo, ed era stato pescato da alcuni ragazzi a caccia di siluri.
Ma il più sensazionale esemplare catturato nella Bassa è stato qualche giorno fa, nel fiume Adda. Protagonista Davide Legnani: il pescatore ha issato a riva un un esemplare di 195 centimetri. Non sono note, nella nostra zona, catture di esemplari grandi quanto quello pescato questa settimana a Fara d’Adda.

Una specie diffusa per errore

Il pesce siluro non è una razza autoctona dei nostri fiumi di pianura. Ma negli ultimi anni si è molto diffusa, impegnando anche gli enti in battaglie per il contenimento dei siluri. Tale specie proviene dall’Est Europa, ed è stata importata in Italia alla fine degli anni Cinquanta solamente per la pesca. Peccato che la situazione sia sfuggita di mano e il siluro abbia così potuto ambientarsi e diffondersi. Prima nel bacino del Po e dopo nei suoi affluenti. Il siluro è una specie invasiva ed è un predatore molto pericoloso per i pesci autoctoni che abitano le acque dolci dei nostri fiumi. La sua proliferazione, se non controllata, rischia di modificare e alterare l’habitat ittico e portare all’estinzione i piccoli pesci locali. Per questo motivo la legge impedisce a chi pesca siluri, di ributtare in acqua l’esemplare, pena una sanzione.

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