Lutto nel mondo della musica

Si è spento il liutaio Bruno Costardi

Nato a Palosco nel ’55, era cresciuto e vissuto a Treviglio. Nel 1986 aveva aperto la sua bottega in Città Alta a Bergamo.

Si è spento il liutaio Bruno Costardi
Treviglio città, 11 Novembre 2020 ore 16:36

La Bassa bergamasca ha dato i natali a molti artisti e Treviglio ha visto tra i suoi concittadini musicisti e pittori. Tra di essi un liutaio: Bruno Costardi, nato a Palosco nel ’55, ma cresciuto e vissuto a Treviglio. Bruno ci ha lasciato a fine ottobre 2020, senza annunci né clamore, com’era nel suo stile e nella sua personalità.

Addio a Bruno Costardi

Si era formato alla Scuola Internazionale di Liuteria a Cremona e lì aveva lavorato per alcuni anni sotto la guida del grande maestro Gio Batta Morassi, liutaio che aveva scoperto negli anni ’50 l’abete di risonanza nella foresta di Tarvisio. Bruno aveva aperto dal 1986 la sua bottega in Città Alta a Bergamo.

La sua passione per la musica e la sua abilità lo avevano visto realizzare i violini sul modello di Stradivari e aveva dato vita oltre duecento tra violini, viole, viole d’amore, violoncelli, passando da modelli cremonesi a veneziani a bresciani, e per costruire un violino ci vogliono anche fino a 300 ore di lavoro.
Per i noti musicisti Giovanni Gnocchi, violoncellista, e per Simonide Braconi, viola e viola d’amore, Bruno aveva realizzato i loro strumenti ad arco. I colleghi liutai e i musicisti che lo conoscevano per le sue qualità umane e di artigiano hanno lasciato numerosi messaggi di cordoglio.

Liutaio d’eccellenza

Bruno era persona schiva, non amava né la folla, né la fama gridata, di un’umanità intensa, artigiano della vita e della musica, era un anticonformista, con un pensiero originale e sempre libero. Nella biografia che appare sul suo sito, Bruno apre dicendo di sé “sono nato capricorno”, come a indicare la tenacia, l’estro, la versatilità di questo segno. E aggiunge che nel suo percorso formativo aveva avuto “la
grande fortuna di cambiare insegnante ogni anno e ogni anno ricominciare con un diverso modo di vedere il lavoro”.

I suoi passi di quand’era giovane sui viali di Treviglio, tra gli amici, la chitarra e le canzoni, risuonano ancora. Le sue carezze sul legno si riapriranno in ognuna delle casse armoniche di quei violini a cui Bruno ha dato vita e sparsi in tutto il mondo. Chi l’ha conosciuto e gli ha voluto bene lo ricorda con nostalgia.

Maria Nicoletta Sudati

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