Lotta al Covid

Classi in quarantena decuplicate in un mese: in bergamasca 875 sezioni in isolamento

Anche la politica scende in campo per chiedere di modificare le regole e "tutelare i minori vaccinati", di tutte le età.

Classi in quarantena decuplicate in un mese: in bergamasca 875 sezioni in isolamento
Pubblicato:
Aggiornato:

La quarantena, a fronte di positivi individuati in classe, rischia di paralizzare la scuola e in Regione arriva la richiesta di rivedere le regole per "tutelare i minori vaccinati". In provincia di Bergamo, al 16 gennaio, risultano in quarantena 875 classi per un totale di 15.533 alunni e 511 operatori scolastici.

In quarantena 875 classi

I numeri parlano chiaro. Solo un mese fa i dati trasmessi settimanalmente da Ats Bergamo, che fotografavano la situazione dei contagi nelle classi bergamasche, davano 84 classi in quarantena. Al 16 gennaio (ultimo dato aggiornato) il numero è decuplicato nonostante la pausa delle vacanze natalizie. Sono, infatti, 875 le classi oggi in isolamento: si tratta di 228 tra infanzia e nido, 319 alle elementari, 131 alle medie e 197 alle superiori. A casa 15.533 studenti e 511 tra docenti e personale scolastico.

Crescita esponenziale dei contagi nelle scuole lombarde

A preoccupare è certamente la crescita esponenziale dei contagi in Lombardia che nelle ultime settimane ha portato a numeri ben diversi da quelli a cui eravamo abituati anche solo all'inizio di novembre. Un esempio: nella settimana dall'8 al 14 novembre per la fascia 3-5 anni si contavano 199 positivi, l'ultima rilevazione del 16 gennaio ne contava invece 6824. Numeri che nella fascia d'età 6-10 sono ancora più alti. Qui l'aumento era visibile già all'inizio di novembre con 824 positivi (8-14 novembre) mentre l'ultimo dato sale fino a 17.675.

Dopo un picco registrato tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio, invece, iniziano a calare i contagi nella fascia 14-18. L'ultimo dato parla di 16.379 (contro i 20.692 della settimana precedente e i 18.539 di due settimane fa). Un dato comunque lontano dai 277 positivi di inizio novembre.

Quarantena e scuola: "Tuteliamo i bambini vaccinati"

La situazione certo non permette grandi manovre, ma il rientro dalla quarantena e le regole diverse a seconda del grado scolastico rischiano di creare ancora più caos. Per questo il consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta e l’assessore alla Scuola e alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo Loredana Poli hanno inviato una lettera formale all’assessore al Welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti per chiedere che Regione Lombardia si attivi, anche presso il Governo, affinché le regole per la quarantena dei minori siano modificate.

“Comprendiamo la cautela riservata alla gestione dei casi di positività e alle misure di contrasto alla diffusione del contagio, ma i dati sul numero di classi in quarantena e sul numero di minori vaccinati impongono una riflessione seria sulla scelta di sospendere (ancora) le attività per le scuole dell’infanzia e applicare (ancora) la didattica a distanza per la scuola primaria - sostengono i firmatari della richiesta - La nostra è una preoccupazione che riguarda soprattutto il disagio psico-emotivo dei bambini e delle bambine, vaccinati o guariti eppure di nuovo in DAD. Per questo chiediamo quali azioni intende intraprendere Regione Lombardia per garantire l'esenzione dalla quarantena agli under 12 – come succede già per tutti gli altri cittadini che siano guariti dal Covid-19 o abbiano completato il ciclo vaccinale primario/con dose booster da meno di 120 giorni ed entrino in contatto con soggetti positivi”.

Troppi ritardi burocratici

Un problema che, oltre al risvolto emotivo, impatta anche sulle dinamiche famigliari causando non poche difficoltà organizzative e logistiche per i genitori. Senza contare i ritardi dovuti alla burocrazia e al macchinoso iter per essere "riammessi in comunità". Sul tema è intervenuta anche l'onorevole Elena Carnevali, Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati.

"L’obiettivo del Governo di garantire il più possibile la didattica in presenza è senza dubbio un’esigenza indiscutibile per alunni, alunne e studenti di ogni ciclo scolastico che dall'insorgenza della pandemia hanno visto cambiare e stravolgere la loro attività educativa, formativa e soprattutto relazionale, venendo a mancare la didattica in presenza - ha dichiarato Carnevali - Questo ha richiesto lo sforzo immane di dirigenti, insegnanti, ATA, personale di supporto e del sistema sanitario per garantire la migliore qualità ed attività, ma anche di "adattamento" ai cambiamenti delle norme ed indirizzi. L'impatto del Decreto Legge del 7 gennaio che, oltre all'obbligo vaccinale per gli over 50, ha introdotto le nuove regole di gestione nei casi di positività con differenti iter di gestione per le diverse tipologie di ciclo scolastico sta generando difficoltà enormi nelle scuole, nei servizi territoriali del Servizio Sanitario Regionale e soprattutto nelle famiglie e negli studenti".

E aggiunge:

"Molte regioni per far fronte alla difficoltà degli alunni di essere riammessi a scuola con le certificazioni da parte del SSR o certificazioni mediche stanno assumendo iniziative proprie attraverso ordinanze regionali. Per queste ragioni ho chiesto al Ministero della Salute e dell'Istruzione di trovare forme agevolative per garantire un regolare rientro nella comunità scolastica essendo prioritaria la necessità di garantire il Diritto allo Studio. Non possiamo permettere, come purtroppo sta accadendo in svariati casi, di veder ritardato il ritorno in classe per una gestione complicata e eccessivamente burocratizzata. Visto la disponibilità dei Ministri credo che a breve arriveranno indicazioni per semplificare la vita agli studenti, alle famiglie e al sistema educativo.»

 

Seguici sui nostri canali