Lavoratori in piazza

Scatta il lockdown, a Bergamo corteo di protesta fin sotto casa di Gori FOTO

Chiedono solo dignità, rispetto e la possibilità di lavorare. Ecco cosa è successo ieri sera nel capoluogo orobico.

Scatta il lockdown, a Bergamo corteo di protesta fin sotto casa di Gori FOTO
Bergamo e hinterland, 06 Novembre 2020 ore 09:26

È nata grazie al passaparola sui social come manifestazione pacifica ma i toni si sono accesi ben presto, tanto il corteo da Palazzo Frizzoni ha attraversato il centro di Bergamo dirigendosi fin sotto la casa del sindaco Giorgio Gori, in via Porta Dipinta, bloccando viale Papa Giovanni. Anche a Bergamo, nella tarda serata di giovedì 5 novembre, alla vigilia del nuovo lockdown imposto dal Governo, è esplosa la protesta di piazza. Lo raccontano i colleghi di PrimaBergamo.it (QUI I VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE)

E’ lockdown, scatta la protesta

Alle 21, circa 300 persone si sono radunate davanti al Municipio sotto lo sguardo vigile delle forze dell’ordine. Tra loro le diverse categorie economiche colpite dalla serrata: ristoratori, baristi, commercianti, artigiani, partite Iva, ma anche qualche militante di estrema destra nonostante la manifestazione fosse nata senza alcuna connotazione politica.

«Vigliamo lavorare! È scritto anche nell’articolo 1 della Costituzione – grida un manifestante -, la Repubblica è fondata sul lavoro. Senza il lavoro ci togliete non soltanto il pane di bocca, ma anche la nostra dignità!».

Al grido di “Libertà”

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Al grido di «Libertà! Libertà!» e di qualche insulto indirizzato a Gori, la folla ha lasciato piazzale Matteotti ed è partita alla volta di Città Alta, sfondando un primo posto di blocco allestito da polizia e carabinieri sul Viale, poco dopo la funicolare. Fortunatamente, a parte i cori, i toni accesi, l’accensione di qualche fumogeno e ingiurie varie contro la politica, la protesta si è conclusa senza scontri con le forze dell’ordine. Anzi, qualche persona ha anche manifestato la propria solidarietà verso polizia e carabinieri, impegnati a svolgere il loro lavoro. La rabbia è indirizzata verso la politica.

«Sono una partita iva – urla un manifestante tra la folla -. Se mi togliete il reddito come sopravvivo? Come pago le bollette? Come posso dare da mangiare alla mia famiglia? Fate grandi proclami in televisione, dite di essere vicini ai cittadini ma quando si tratta di riceverci vi chiudete in casa. Con che faccia uscirai domani da casa Gori? Abbiamo aperto le nostre attività, sanificato i locali, adottato tutti i protocolli di sicurezza investendo i nostri soldi e ora il Governo ci chiude di nuovo?».

“Ci stanno solo ammazzando!”

La condanna “del popolo” è bipartisan e non risparmia né la maggioranza di Governo, né le forze di opposizione.

«Dove sono finiti i politici? L’ospedale in Fiera non si è fatto da solo, ma grazie a noi artigiani – aggiunge un altro -. Chiedono rispetto, ma dove è il rispetto per noi lavoratori? Ormai nessun politico ci rappresenta, ci stanno solo ammazzando. Questa manifestazione è civile, ma in futuro quando non avremo più soldi scoppieranno le rivolte».

Non sono mancate però, tra i manifestanti, alcune voci critiche. «Con la violenza non si ottiene nulla, vogliamo solo parlare – spiega dal megafono una partita Iva -. Il problema è che qui, stasera, siamo in pochi. A Bergamo ci sono circa diecimila imprese, noi siamo quattro gatti». Alle 23, scattato il coprifuoco, come da ordinanza regionale il corteo si è disperso. E sulla città, ufficialmente di nuovo in lockdown, è calato il silenzio.

Il Pd bergamasco condanna il presidio

Dura condanna da parte del Pd bergamasco nei confronti del presidio di protesta organizzato ieri sera e concluso davanti alla casa del primo cittadino.

“Il Partito Democratico difende tutte le modalità di partecipazione e di libera espressione del dissenso che si muovono nella correttezza e nelle regole – hanno spiegato in una nota Davide Casati Segretario Provinciale PD Bergamo, Roberto Mazzetti Segretario Cittadino PD Bergamo, il viceministro senatore Antonio Misiani, gli onorevoli Elena Carnevali e Maurizio Martina e il consigliere regionale Jacopo Scandella – Quanto avvenuto stasera, invece, non è dignitoso per la nostra città ed è estremamente pericoloso. Il presidio sotto l’abitazione del sindaco Gori è un atto che il PD condanna in modo inequivocabile. In mezzo a una pandemia mondiale che ha cambiato il nostro modo di vivere, la situazione è molto difficile. Il virus miete ancora centinaia di vittime e i rischi sanitari non sono certi scomparso. Le categorie maggiormente toccate dalla crisi stanno subendo un ulteriore duro colpo da questa seconda ondata e tutti siamo impegnati a sostenere misure che aiutino concretamente chi ne ha più bisogno. Ma quello che stiamo vivendo non può giustificare in alcun modo atti provocatori come quelli di questa sera. Ancora più scandaloso é che alcune forze di destra, da anni al governo regionale, anziché assumersi le proprie responsabilità e aiutare a gestire la situazione, scelgano di provocare e strumentalizzare il disagio pensando così forse di scaricare le proprie pesanti responsabilità. Bergamo e i bergamaschi meritano di certo di meglio rispetto a questo misero gioco e noi non ci stancheremo mai di impegnarci proprio per questo”.

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