Sanremo 2020, Salvini twitta contro i Pinguini Tattici Nucleari

Dopo il rapper romano Junior Cally l'accusa di inneggiare alla violenza sulle donne dal palco dell'Ariston ha colpito il gruppo bergamasco.

Sanremo 2020, Salvini twitta contro i Pinguini Tattici Nucleari
22 Gennaio 2020 ore 15:31

Sanremo 2020, Salvini twitta contro i Pinguini Tattici Nucleari (che inneggerebbero alla violenza). E’ solo l’ultima puntata dell’annuale telenovela sanremese dove il vero obiettivo non sono né le canzoni, né i cantanti quanto invece i vertici Rai e gli incarichi più o meno politici.

Salvini contro i Pinguini tattici nucleari

I Pinguini Tattici Nucleari che inneggiano alla violenza di genere: fa già ridere così, è già assurdo così. Ma questo è Sanremo. La frase incriminata è “Irene questa sera la faccia te la strapperei via così faresti paura al mondo ma resteresti sempre mia”. Una frase che in molti riconosceranno essere l’attacco di Irene, brano che forse più di tutti ha contribuito al salto definitivo dei Pinguini Tattici Nucleari, band di Bergamo che a febbraio sarà sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo, nella musica che conta.

Una frase che ha scandalizzato Matteo Salvini, leader leghista, tanto da lanciarla su Twitter quasi a mo’ di “denuncia” web.

 

Il brano incriminato

Il brano continua così: “In questa notte di buio pesto, che forse era buio pomodoro, le mie mani Brigate Rosse accarezzano te che sei Aldo Moro”. Una canzone bellissima, che parla della difficoltà di guadagnarsi da vivere con i sogni (in questo caso la musica, che «dà il pane quotidiano solo a chi è celiaco»), una dedica a un amore complesso, reale, fatto di chiaroscuri, di sconforto e di ambiguità, di luci e ombre. Come ogni amore, tranne quello politicamente corretto tipicamente italo-sanremese.

Irene non ti fidare…

E alla fine i Pinguini hanno risposto a modo loro: un solo post su Instagram con una foto di gruppo e un pezzo di testo della canzone incriminata dall’offuscato acume di Red Ronnie. “Irene non fidarti mai dei testi delle mie canzoni, soprattutto di quelle da parafrasare, che sono le peggiori”: questo il commento dei ragazzi. Ognuno trovi la sua implicazione, chi ha orecchie per intendere intenda e via dicendo. Ma a Bergamo il gruppo può contare anche sul supporto del sindaco Giorgio Gori.

 

Lo scivolone di Amadeus

Prima è toccato all’uscita infelice di Amadeus che lo scorso 14 gennaio, durante la conferenza stampa di presentazione del Festival, parlando della presenza nel cast di Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, l’ha elogiata per la sua capacità “di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro”. Una frase fraintesa, secondo Amadeus, che ha provato a chiarire spiegando che le sue parole erano riferite alla “capacità di essere discreta rispetto ai riflettori puntati su un grande campione come Valentino”.

La dura critica a Junion Cally

La polemica, poi, si è spostata sul rapper romano Junior Cally: alcuni suoi testi, tra cui Strega, inneggerebbero alla violenza sulle donne. Un messaggio definito “inaccettabile” e che ha sollevato l’opinione pubblica chiedendone l’esclusione dal Festival con la raccolta di oltre 20mila firme. In campo per difendere il rapper è sceso, invece, Enzo Mazza ceo della Fimi che ha definito “crudo e violento” per natura il linguaggio del rap e della musica urban, ma da non censurare.

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