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SAME: Covid colpisce duro ma c’è ottimismo: niente ammortizzatori sociali nel 2020

Termoscanner a 37 gradi e container per isolare i sospetti. Il museo storico diventa una seconda mensa. Ma da ieri, si lavora a pieno regime.

SAME: Covid colpisce duro ma c’è ottimismo: niente ammortizzatori sociali nel 2020
Cronaca Treviglio città, 19 Maggio 2020 ore 12:30

“Non prevediamo il ricorso ad ammortizzatori sociali per il 2020 a Treviglio”. C’è un cauto ottimismo in casa SAME, dopo gli oltre due mesi di blocco della produzione nel più importante stabilimento industriale della Bassa, che conta 1300 dipendenti. Da ieri, lunedì, la produzione è ripartita a pieno regime, pur con tutte le misure di sicurezza del caso. Ed è ripartita anche la giornata a otto ore, con il servizio mensa attivato nei locali del museo storico aziendale.

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Prodotti 11mila 123 trattori a Treviglio nel 2019

La multinazionale dei trattori di via Cassani ha presentato questa mattina, martedì 19 maggio, i risultati del 2019. Il fatturato complessivo del gruppo SDF – Same Deutz Fahr, ha visto una contrazione di circa il 6,5% tra il 2018 e il 2019. Una contrazione che ha riguardato però soprattutto settori diversi da quello dei trattori prodotti a Treviglio.
Globalmente, il fatturato si è attestato a 1,268 miliardi di euro, contro gli 1,373 miliardi del 2018.

A Treviglio in particolare si sono prodotti 11mila e 123 trattori. “Si tratta del nostro sito più integrato – ha spiegato l’Ad Lodovico Bussolati – Che vede una produzione che va dalla realizzazione dei componenti in ghisa all’allestimento dei trattori”. Nel 2018 erano stati 12mila 381 i mezzi prodotti, e 31mila 644 nel 2017.

Il lockdown prudenziale e l’esempio cinese

Lo stop della produzione nello stabilimento trevigliese è stato estremamente pesante: il maggior sito produttivo del gruppo ha infatti chiuso completamente le linee già dal 24 febbraio: poche ore dopo il primo caso accertato a Codogno. Una politica estremamente prudenziale che SAME ha portato avanti dopo aver sperimentato gli effetti del virus sui propri stabilimenti in Cina, che ha visto l’ondata di Coronavirus con circa un mese di anticipo rispetto all’Europa e all’Italia. “Sia per quanto riguarda la produzione che gli accessi esterni, abbiamo deciso di chiudere subito – ha spiegato – E la produzione è ripartita il 4 maggio“. Uno stop lungo, quello dovuto al lockdown, che ha riguardato anche la produzione in Cina, ovviamente, e in India. Nessun giorno di chiusura invece negli stabilimenti francesi – dove SDF produce macchine vendemmiatrici – tedeschi e croati, per quanto riguarda l’Europa.

L’AD di SDF Lodovico Bussolati

L’emergenza Covid-19: fatturato a -15%

La previsione per il 2020 è di chiudere con un fatturato in calo di circa il 15 percento, proprio a seguito di due mesi di chiusura. Ma le prospettive per il futuro non sono pessimistiche. “Tutti gli studi concordano sul fatto che gli effetti per la filiera agro-alimentare, di cui facciamo parte, non dovrebbe registrare un calo particolare della domanda, una volta usciti dalla fase dell’emergenza. Prevediamo per il 2020 un calo della produzione dovuta al blocco.

La produzione rivoluzionata

Una delle linee di SAME a Treviglio
Una delle linee di SAME a Treviglio

Anche a Treviglio, le misure di sicurezza messe in campo per proseguire la produzione sono state importanti e costose. “Sono stati due mesi molto intensi – ha spiegato Bussolati – Abbiamo dovuto riorganizzare completamente la produzione. Abbiamo modificato le linee produttive per mantenere le distanze tra gli addetti all’assemblaggio, ma anche negli uffici abbiamo distanziato le scrivanie e le abbiamo dotate di barriere in plexiglass. Abbiamo inoltre portato avanti una campagna informativa sulle regole comportamentali che tutti gli addetti devono rispettare. Oggi, se si visita lo stabilimento trevigliese, lo si troverà completamente rinnovato”.

Termoscanner a 37 gradi e container per isolare i sospetti

C’è ovviamente un termoscanner, che verifica la temperatura corporea all’ingresso per ogni dipendente e visitatore. La temperatura limite è stata prudenzialmente abbassata a 37 gradi, rispetto ai 37,5 prevista dal decreto. “C’è poi una fornitura settimanale di mascherine per gli addetti, e una tensostruttura allestita per ampliare gli spogliatoi – ha continuato Bussolati – Mentre un container permette all’infermeria di isolare gli eventuali Covid-positivi”.

Il museo storico diventa una mensa

Il museo storico di Same, allestito in una grande sala all’ingresso dello stabilimento di via Cassani, è stato adibito a seconda mensa, per distanziare gli avventori.

Il museo storico di SAME a Treviglio
Il museo storico di SAME a Treviglio

“Pieno accordo con i sindacati”

“E’ importante sottolineare che fin dall’inizio dell’emergenza, c’è stato un pieno accordo con il sindacato – ha proseguito Bussolati – Tutti i passi sono stati condivisi, in un percorso fatto insieme” verso la ripartenza che da ieri, finalmente, si può dire completa.

Ammortizzatori sociali? “Per ora no, Covid permettendo”

Buone nuove anche sul fronte occupazionale. “Premettendo che è poco saggio in questo momento fare previsioni, dal momento che tutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia nei prossimi mesi, secondo il budget attuale non è previsto, dopo la riapertura, il ricorso ad ulteriori ammortizzatori sociali a Treviglio nel 2020” ha detto Bussolati. Salvo, chiaramente, eventuali nuovi lockdown dovuti a un’eventuale recrudescenza dell’epidemia.

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