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Dal Coro Icat a Treviglio Amarcord, lutto per Romano Zacchetti

Il ricordo per il corista scomparso settimana scorsa.

Dal Coro Icat a Treviglio Amarcord, lutto per Romano Zacchetti
Cronaca Treviglio città, 30 Marzo 2020 ore 16:49

Romano Zacchetti si è spento sabato della scorsa settimana, l’ennesimo lutto di questa emergenza che sta mettendo in ginocchio l’intero pianeta. Lascia nel dolore la moglie Licia, le figlie Silvia e Laura, i nipoti, il fratello e i tanti amici del coro Icat, di Treviglio Amarcord e dei gruppi a cui ha collaborato.

La lettera del coro Icat

I coristi del coro Icat di Treviglio, una delle realtà di cui Zacchetti era stato a lungo animatore, hanno scritto in questi giorni una lettera per salutarlo. A firmarla per il coro è il giornalista Roberto Fabbrucci. La pubblichiamo integralmente di seguito.

“Romano Zacchetti è tra i tanti, troppi amici scomparsi in queste settimane. Una morte che ha lasciato noi tutti addolorati e stupefatti, non solo per la vicinanza e la storia comune, i decenni insieme, ma perché non dimostrando gli anni che aveva, anche i più giovani si aspettavano ancora un lungo percorso in sua compagnia.

Uomo di temperamento, bravo organizzatore, aveva dimostrato queste sua capacità già da ragazzo nel Circolo Artistico Trevigliese, fortissima organizzazione giovanile con quattrocento iscritti, che operò tra il 1964 e il 1972. Stesse capacità dimostrate nel lavoro, arrivando a essere uno dei dirigenti ai vertici dell’importante azienda nazionale dove era impegnato, la Cgt, ma soprattutto riuscendo a affrontare le traversìe che colpirono membri della famiglia: una malattia e un incidente, ma che con forza, come una roccia nel mare in tempesta, seppe affrontare con moglie, figlie e vincere.
Al Coro Icat arrivò attorno al 1992. La moglie Licia era rimasta colpita dagli articoli che avevano messo in risalto l’associazione canora al rientro da Praga, così incuriosita chiese a Romano di accompagnarla alle prove, appassionandosi ed inserendosi nel gruppo come corista.

Romano spesso l’accompagnava, si sedeva ad ascoltare le prove, dava una mano quando era necessario ad organizzare qualcosa, fino a che il maestro Gian Luca Sanna dal podio lo esortò a entrare tra i coristi per far sentire la sua voce. Disse che non sapeva cantare, nicchiò, Luca lo tranquillizzò “Ti insegno io…”, e l’avventura continuò fino a qualche settimana fa. Fu così che lo ritrovai nel 2014 (quando venni nominato presidente dell’Icat), dopo gli anni del Circolo Artistico e le feste private della domenica ai tempi del “ballo del mattone”. Riprendemmo a fare cose insieme come fosse passata una settimana, infatti Romano, assieme al maestro Sanna, la vice presidente Claudia Zibetti e Massimo Maccarini, era già nel gruppo impegnato a coordinare le attività dell’associazione, soprattutto allora in prospettiva dell’appuntamento con i rappresentanti dei cori europei e del grande concerto, poi eseguito nel Santuario di Caravaggio ed un successo clamoroso.

Romano naturalmente, come nel Circolo Artistico, oltre ad essere straordinariamente disponibile e generoso, era anche “al precìs” del gruppo, quello che metteva tutti i numeri in fila, in ordine crescente (questo, qui, quello lì), tutto organizzato al millimetro come una macchina da guerra. Insomma una garanzia affettuosa che ti toglieva i pensieri. Forse anche per questo, assieme alla contagiosa passione per le cose che amava, il vuoto è stato più grande per il Coro Icat, per i molti amici e immenso per la moglie Licia e le figlie Silvia e Laura, alle quali personalmente offro il mio abbraccio, così quello smisurato a nome di tutti i membri del coro”.

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