Addio pecorelle: quest’anno il presepe è contemporaneo. Ti piace? VOTA

Città divisa sull'installazione del circolo artistico "Il Romanino".

Addio pecorelle: quest’anno il presepe è contemporaneo. Ti piace? VOTA
Cronaca Romanese, 10 Dicembre 2018 ore 13:21

Dimenticate il Bambinello nella solita capanna, tra Maria e Giuseppe. Scordatevi buoi e asinelli, pastori, pecorelle, re magi e zampognari vari. Anche quest’anno  a Romano il presepe principale della città, nella centrale piazza Roma, è all’insegna del contemporaneo.

Legno e luce per il presepe 2018

“In te è la sorgente della vita, quando ci illumini viviamo nella luce”. Si intitola così l’opera per questo Natale, ideata dall’artista romanese Mirko Rossi. Un’installazione che dall’Immacolata campeggia proprio di fronte alla chiesa prepositurale e al palazzo della Ragione.

“Una costruzione grezza, un alveo che accoglie come terra il seme (il Bambino), si apre e mostra la Luce che genera altra luce. Nel linguaggio dei Salmi, ‘vedere la luce del volto di Dio’ significa concretamente incontrarlo come noi qui incontriamo il Bambino”.

Questa la presentazione dell’opera, della critica d’arte Orietta Pinessi.  Ed è proprio con il buio che l’opera si rivela con maggiore chiarezza. Delle luci proiettate dal basso accendono infatti la bianca ferita nell’ideale blocco ligneo che accoglie il Bambino, prestato per l’occasione dalla Parrocchia e adagiato in una mangiatoia. Maria e Giuseppe? Non pervenuti. Così come gli altri “tradizionali” protagonisti della Natività. Dicci cosa ne pensi e partecipa al nostro sondaggio.

La “tradizione” reinventata del Romanino

Un appuntamento ormai consolidato quello con il circolo artistico “Il Romanino”, che anche quest’anno ha scelto di interpretare il tema del presepio in una chiave molto moderna. Non è la prima volta,peraltro. Fin dal 2015, quando fu rispolverata per la prima volta dopo decenni la tradizione del presepe in piazza Roma, risalente agli anni Settanta, la Natività romanese ha sempre rotto i canoni della “tradizione”.

Il nostro sondaggio

I precedenti a Romano

Qui di seguito, per chi se li fosse persi, ecco gli ultimi quattro presepi dell’associazione culturale, che come spesso capita quando si tratta di arte contemporanea, hanno fatto parecchio discutere.

2015 – Il presepe dei profughi

La Natività, in bianco, è ambientata su un barcone affondato. Realizzata con manichini rivestiti di stoffa e gesso, è sovrastata da archi lignei. Gli sfasciumi della barca distrutta sono invece in compensato marino.

2016 – La scala del paradiso: il difficile cammino verso la virtù

“La scala è la metafora della tortuosa via della salvezza, fatta di dodici scalini. Un’immagine della Natività che assume una progressiva umanizzazione. E’ lui, Gesù, che ci accompagna verso la salvezza che tanto cerchiamo: è questo il Natale l’annuncio di ogni nuovo Natale. Un annuncio che lascia senza parole e stupisce, sconvolge tutte le immagini di Dio che abbiamo in testa”

2017 – Lux vera

“Una grande stella che proietta dei fili di luce che ci avvolgono. E l’ambientazione notturna è resa estremamente suggestiva dagli effetti di questa luce, che irradia il Bambino, centro della “Storia”, e si riverbera su tutti noi, in un certo modo, coprotagonisti. Ma questa è una luce particolare: fili di lana luminescenti si irradiano dal Bambino a simboleggiare che si tratta di una luce “materica”, realmente presente sulla terra: “la Parola/Luce è tra noi ed è qui da vedere e, se vuoi, anche da toccare”

2018 – In te è la sorgente della vita, quando ci illumini viviamo nella luce

(foto in alto)

“Una costruzione grezza, un alveo che accoglie come terra il seme (il Bambino), si apre e mostra la Luce che genera altra luce. Nel linguaggio dei Salmi, ‘vedere la luce del volto di Dio’ significa concretamente incontrarlo come noi qui incontriamo il Bambino”. (Orietta Pinessi)

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