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"Riaprire, alla svelta". Il mondo economico della Bassa vuole chiarezza e test per lavorare

L'appello degli imprenditori e delle banche. Leggi lo speciale in edicola.

"Riaprire, alla svelta". Il mondo economico della Bassa vuole chiarezza e test per lavorare
Cronaca Treviglio città, 10 Aprile 2020 ore 10:05

Riaprire, alla svelta. E' un grido unanime quello che si alza dal mondo imprenditoriale e bancario della Bassa: occorre tracciare i pazienti positivi e consentire ai guariti di tornare al lavoro, prima che sia troppo tardi per l'economia. Soprattutto in un settore come quello del mobile, già piegato dallo stop al Salone del Mobile e delle fiere.

Dalle banche alle imprese

Tra le tante voci in favore di un provvedimento chiaro e veloce c'è quella di Mario Moriggi, intarsiatore di Pagazzano che realizza nel suo studio in zona industriale pezzi d'arte che finiscono in tutto il mondo. Un'eccellenza nella lavorazione del legno di livello mondiale, otto dipendenti, che ha realizzato intarsi anche per Rolls Royce e per famiglie reali.

"È il momento che la politica faccia il proprio dovere". A dirlo è l’imprenditore pagazzanese Mario Moriggi, il "re degli intarsi". Lo studio intarsi di Moriggi è una piccola azienda, ma  con clienti di altissimo livello in tutto il mondo. Moriggi ha lavorato fino a che ha potuto. In fondo, nel suo capannone gli otto dipendenti possono operare in condizione di sicurezza, indossando le mascherine e tenendo le dovute distanze. A fermare la produzione è stato però il decreto del Governo.

"La sicurezza è un diritto di tutti che deve essere garantito - ha commentato - non bisogna però morire per la crisi che verrà. Per questo la politica deve fare la sua parte, dando risposte a noi imprenditori, certe e immediate. Non è possibile che ogni giorno arriva un decreto diverso. La burocrazia di nuovo non deve impedire a questo paese di svilupparsi".

Nel Nord Europa,,,

Moriggi, grazie ai tanti clienti esteri, è riuscito a capire come sta affrontando la fase di ricostruzione il Nord Europa. "Ho clienti svizzeri e tedeschi che mi raccontano che il loro Governo ha già comunicato norme certe per poter ripartire – ha continuato – ma ancora più importante hanno una data di ripartenza. Inoltre, lì nel Nord Europa non danno 600 euro come bonus, ma garantiscono, senza doverli poi ridare, alle imprese molti soldi. Parliamo anche di 18mila euro che finiscono direttamente sui conti bancari".

Lo stop al Salone del Mobile

Lo stop generale impone a Moriggi anche un ridimensionamento del lavoro. Maggio doveva essere il mese delle fiere, ma tutte, partendo dal Salone del Mobile, sono saltate. Ciò significa che al rientro bisognerà cercare la nuova clientela attraverso nuovi strumenti. "Fortunatamente lavorando nel campo del lusso e avendo ormai una certa fama, dovuta all’altissima qualità dei miei manufatti, so che avrò un certo margine di lavoro – ha concluso Moriggi – ma le altre realtà artigianali come faranno se lo Stato non le supporta adeguatamente e se non fornisce risposte rapide? Io ho già degli ordinativi, ma non posso lavorare perché mi viene impedito".

Rischiamo di perdere commesse

"E’ giusto così, però vorrei sapere una data, che sia quella, che predisponga una ripartenza, sapendo anche quali accortezze dovrà avere per garantire la salute ai miei dipendenti. Non chiedo molto, in questo modo però posso evitare che potenziali clienti disdicano lavori già previsti da mesi, solo perché non posso dire entro quando i prodotti saranno pronti".

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Nella foto: Mario Moriggi con un suo intarsio

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